Il tempio dello shopping

Milano, 29 ottobre 2009: è una data storica, da segnare sul diario.
Perché?
Ma come perché?!
Ha aperto Abercrombie & Fitch!
Sito in Corso Matteotti (MM1 San Babila), occupa una supercicie di 3000 m², è il secondo negozio in Europa, dopo quello di Londra, anch’esso inaugurato da poco tempo.
E’ sabato pomeriggio, appena due giorni dopo l’apertura, che decido di seguire la massa e di dare un’occhiata a quello che ha tutta l’aria di essere il nuovo ritrovo dell’adolescente medio milanese. Nemmeno il fiume umano mi distoglie dal mio proposito, DEVO entrare! (Chiaramente è quello che avranno pensato tutti, altrimenti sarei entrata punto e stop, senza tante storie).
L’eccitazione è quasi palpabile: “Sì sto andando a vedere Abercrombie…” dice un distinto signore al telefono con aria annoiata. Dopo un’ora di fila, qualcosa cambia: se prima stavo un po’ strettina e meno male che non sono agorafobica, ora mi ritrovo spiaccicata come una sardina contro la signora davanti, e, mentre sogghigno alla mia amica che mi guarda con aria allibita, dei ragazzi dietro cominciano a lamentarsi a gran voce: “perché non ci fanno entrare?”, “non ce la faccio più!” e via dicendo. Finalmente arriviamo davanti alle porte del tempio, alte, massiccie, maestose, il loro splendore è indescrivibile! Ma è nulla paragonato ai modelli che, sorridenti e infreddoliti, sono appoggiati ai lati dell’entrata e ricordano i personaggi di gardaland che ti danno il benvenuto quando arrivi: pure la folla era simile!
Dunque, dopo esserci beate della vista di simili creature divine, e dopo aver tributato i dovuti omaggi alle due targhe ai lati del’ingresso, incediamo con passo reverenziale e ci tuffiamo nella famosa fragranza Fierce, il profumo virile per eccellenza. Indecise se accettare di farci immortalare con i modelli, rimaniamo un attimo interdette, ma poi la quantità di gente ci scoraggia: pazienza, ci rifaremo al Parco delle Cornelle! L’atmosfera è quella di un locale, con la musica techno commerciale che rimbalza da uno specchio all’altro e sui toraci nudi dei commessi, talmente belli che si confondono con i magnifici affreschi sulle pareti. Tre piani stipati di indumenti divini e ragazzi in trance, che si riscuotono solo all’uscita, dopo aver realizzato che hanno perso misteriosamente tutto i soldi che avevano nel portafogli.
Temo che mentre ero in quell’antro sia stata colpita da un maleficio, perché in fin dei conti mi sono resa conto che Abercrombie & Fitch è la mia nuova meta obbligatoria dove recarsi in pellegrinaggio quando arriveranno i saldi!





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