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Adolescenza

Mi chiamo Selly e ho quasi 18 anni. Vado alle superiori, e l’anno prossimo mi diplomo, e finalmente potrò andarmene da Milano, città che sto cominciando ad odiare per tante ragioni. Insomma, è così grigia e per giunta frenetica…a proposito di colori. Odio i colori! O meglio, li odiavo. Odiavo lo scintillio chic del rosa, la freschezza del verde, l’essenza frizzante dell’azzurro. Per me c’erano solo il nero cupo e il rosso sangue…inquietante, no? Ascoltavo gothic metal, abbiate la pazienza di capirmi. Non che non lo ascolti tuttora…

Sono passata dall’essere emo a essere gotica. E’ l’adolescenza, diceva Andrea. Ma sì, direte voi. Capita di passare da un tipo di depressione a un altro tipo di depressione. Odiavo il mondo e mi crogiolavo nell’ossessione per la morte. Poi, un’estate fa, ho scoperto il colore. E’ stato come togliere il telo da un’opera di Cezanne, di Monet o di Gaudì: un’esplosione di sensazioni nuove e di vitalità. Di nuovo, Andrea, con aria piuttosto annoiata, mi diceva: è l’adolescenza. Vedrai che troverai qualcosa di stabile.

E che stabilità con i ragazzi! Quattro alla volta erano quelli che mi piacevano, e cambiavano ogni settimana. Un giorno sono andata da Andrea e gli ho detto: “Andre’, non ci capisco più un fico secco. Insomma, il mio cervello mi dice una cosa e il mio cuore un’altra. Mi piace uno che non conosco, un’altro che è un bambino, uno che c’ha 25 e passa anni, uno che non mi fila di striscio e uno zarro. Che faccio?” Lui mi guarda male e dalla sua espressione si capisce a un chilometrodi distanza che pensa che io mi sia fumata qualcosa, peròsi limita a dire: “Segui il cuore. Che ti dice?”
“Mi dice che sono innamorata dell’unica persona che non posso avere”
“E anche te però. Sei un casino vivente”
“Che posso farci io?!”
“Tranquilla, è l’adolescenza. Passerà.”

Senonché, un giorno corro da lui in lacrime. “Andre’, Andre’, non ce la faccio più. Il mondo è brutto. Che senso ha la vita?”Lui comincia con la solita solfa:”Non ti preoccupare,capita di avere momenti così, bla bla, è l’adolescenza…”
“Ma a 40 anni mica potrai dirmi ancora che è l’adolescenza!”

Pochi giorni fa, però, consolando una mia amica disperata per non so cosa, mi sorpresi a tirare fuori delle parole che mai avrei immaginato che sarebbero state pronunciate da me.

“La vita è solo un susseguirsi di eventi, a volte belli, altre volte brutti. Pensa però che sia quel che sia tutto passa: e se è un momento brutto,puoi sperare che ne segua un altro più felice, se è un momento bello è inutile seppellirsi nei rimpianti, perché, chi lo sa, magari domani accadrà un evento ancora più bello. Non piangerti addosso, sei giovane! Sei giovane, non nel senso che sei ancora piccola e immatura, ma vedila in una altro modo: hai tutta la vita davanti, e, bene o male, essa ti sorride, e solo il fatto che tu sia viva è la più grande vittoria. Vivi e sii felice! Sei così bella! Non pensare che invecchierai. Pensa piuttosto che la bellezza non può essere catturata, ma solo vissuta. Godi della bellezza! Godi della vita! Godi dell’adolescenza!”