Che bella giornata
Film: Che bella giornata
Regia: Gennaro Nunziante
Paese: Italia
Data d’uscita: 5 gennaio 2011
Genere: Commedia
Cast: Luca Medici, Tullio Solenghi, Rocco Papaleo, Rita Del Piano, Nahiha Akkari
Checco Zalone (Luca Medici) è un trentenne, ignorante come pochi, che sogna di diventare carabiniere o di lavorare alla security ad alto livello. Dopo tre tentativi falliti per entrare nel corpo dei carabinieri arriva la raccomandazione tanto sperata, il Cardinale di Milano (Tullio Solenghi) lo assegna alla sorveglianza del Duomo. Checco si rivela subito un addetto poco affidabile e combinaguai, facendo disperare il Cardinale e il Generale dei Carabinieri Mazzini che ben presto lo mandano a sorvegliare la “Madunina” per cercare di alleviare i danni. Un giorno Checco incontra una ragazza maghrebina (di “madre bina”) di cui s’invaghisce, non sapendo che l’adorabile Farah (Nahiha Akkari) oltre ad essere una studentessa di architettura è un’aspirante terrorista che insieme al fratello, sfruttando l’ingenuità del sorvegliante, vuole fare esplodere una bomba alla Madonnina. La ragazza viene però inglobata subito dall’esilarante e calorosa famiglia del giovane, che la fa sentire parte della famiglia e le dà tutto l’affetto possibile. Il giorno dell’attentato però lentamente si avvicina..
Luca Medici sa sfruttare al meglio il suo personaggio, nato dal programma Zelig, e pur essendo il suo secondo film nei panni di questo bizzarro Checco non stufa e sa far ridere. Sicuramente è una comicità volgare e molto spesso pungente ma il film risulta comunque una boccata d’aria fresca dopo i soliti “cine-panettoni” di cui non se ne può più. Il comico piace molto sia ai ragazzi che agli adulti e questo potrebbe spiegare perché “Che bella giornata” abbia superato gli incassi epici de “La vita è bella” di Benigni. Ma, detto ciò, il film non ha nulla a che vedere con il capolavoro di Benigni e non si avvicina neanche lontanamente a quest’ultimo né per la regia né tantomeno per la trama. Resta difficile capire come sia possibile che un comico con pochissima esperienza in campo cinematografico abbia potuto avere più successo di un grandissimo attore e comico qual è Roberto Benigni. Una risposta potrebbe essere che in periodi negativi e più o meno problematici come quello che sta attraversando l’Italia la gente vada al cinema per divertirsi e svagarsi; sembra, soprattutto negli ultimi tempi, che si stia perdendo il carattere educativo del cinema e questo un po’ spaventa.
Detto ciò, il film fa ridere e non è troppo ostentato nella comicità, non stufa e ti strappa una risata anche su temi scottanti come il terrorismo o la guerra in Iraq, ma, a Luca Medici è concesso fare questo e altro proprio per l’ignoranza del suo personaggio. E’ un film adatto a tutti, anche se è necessario precisare che non è un capolavoro e che l’enorme successo che sta avendo, considerando il film nella sua totalità, risulta alquanto inspiegabile.





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