Diversivo mediatico feb21

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Diversivo mediatico

Qual è il vero interesse dietro il caso Ruby?

Valutando un arco temporale di circa un mese si nota quanto i media, i giornali piuttosto che qualsivoglia altro mezzo di comunicazione abbiano focalizzato la propria attenzione sull’ennesimo atto di impudica lussuria pubblica da parte del Presidente del Consiglio, sulle sue vallette (denominiamole con un termine concreto: prostitute) nonché su un’accurata descrizione di ciascuna dinamica in cui Ruby, la nuova star del paese, avrebbe misteriosamente ricevuto qualche migliaio di euro a visita domiciliare. Francamente, a rimestare nel fango, dovrebbe reputarsi indecoroso l’atteggiamento adottato da ambedue gli schieramenti: da un lato un’opposizione che, eccetto caricare il Presidente sulle sue battute nonché sui suoi atteggiamenti indegni di uomo pubblico per illustrare un proprio minimo spessore, non riesce a contestare professionalmente né tantomeno politicamente alcun decreto del governo, dall’altro un uomo, appoggiato da una schiera di buoni fedeli, quasi desideroso di esibire ogni genere di imprese dal fievole codice morale.

Risulta stupefacente quanto i mezzi non siano capaci di distaccarsi dall’analizzare nel dettaglio chi siano codeste prostitute, quanto il presidente abbia elargito loro, le continue dichiarazioni di Ruby, della Minetti piuttosto che di altri membri della combriccola. Oramai l’Italia è incastrata in uno stolto teatrino politico di guardie e ladri, di cani e gatti: i giudici, le escort, i comunisti, gli atti sessuali del cavaliere. Ogni Italiano conosce le scapestrate imprese private (e non soltanto) del capo del governo: una banale storia di un condominio, dove entrano ragazze rasenti ai diciotto anni per venire profumatamente pagate, narra da sé quanto avvenuto; per quale motivo i media continuano a crogiolarsi nel dettagliare tale oscenità? Se i gusti di quest’individuo sono noti, a quale scopo descriverne minuziosamente gli avvenimenti? O costui si dimette oppure l’Italia persisterà nell’essere rappresentata dai bunga bunga.

Nel frattempo, tuttavia, si svolgono faccende assai più delicate, importanti nonché complesse da risolversi: ringraziando una folata di bustarelle e minorenni sono state trascurate/oscurate futili questioni quali Fiat, la riforma Gelmini, il federalismo fiscale, l’incontro di Obama a Washington col primo ministro Hu Jintao, le travagliate riforme giuridiche (la legge sul processo breve, il nuovo lodo Alfano), i rifiuti a Napoli, l’attuale situazione nel combattere la mafia, la situazione dei terremotati in Abruzzo, le questioni bioetiche nonché infiniti problemi sepolti dalla liquidità della tecnologia. Ciò che provoca maggior irritazione risulta un’opposizione di sinistra che, pur dovendo assumersi il compito di proteggere i ceti più umili e oppressi, non sia in grado altro che coalizzarsi in questi luoghi comuni.