La musica come riscatto sociale

José Antonio Abreu 32 anni fa in Venezuela ha fondato un progetto musicale e sociale che ha dato la possibilità  a molti ragazzi poveri di imparare a suonare gratuitamente uno strumento musicale per toglierli dalla strada. Oggi, a 65 anni, Abreu ha ricevuto all’Auditorium della musica di Roma il premio Unicef – Dalla Parte dei Bambini, “Per aver dedicato tutta la sua vita alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza e per essersi distinto nelle attività di recupero, attraverso la musica, di ragazzi in situazioni di grave disagio”. La premiazione è stata preceduta da un commovente documentario “Tocar e Luchar” realizzato da un ex allievo di Abreu, oggi diventato regista e seguita dal concerto dell’Orchestra Giovanile del Venezuela “Simon Bolivar”, costituita dai migliori elementi delle orchestre giovanili venezuelane, diretta dal venticinquenne Gustavo Dudamel, egli stesso un prodotto del sistema Abreu e considerato dalla critica internazionale “il più interessante nuovo direttore del pianeta”. Sostenuto dai più grandi musicisti, come Claudio Abbado, Placido Domingo, Simon Rattle, il progetto ha dato vita a 150 orchestre giovanili e 140 infantili avviando alla musica 250.000 tra bambini e ragazzi. Spiega Abreu ch e entrare in un’orchestra è molto di più che studiare musica. Significa entrare in una comunità , perseguire insieme uno scopo. Ecco perchè cambia la vita. Un antico detto cinese dice: “Se dai un pesce ad un uomo, si nutrirà  una volta. Se gli insegni a pescare, mangerà  tutta la vita. Se i tuoi progetti valgono un anno, semina il grano. se valgono cent’anni, istruisci le persone”.