Lettera

“I giorni seguiti agli scontri del 14 dicembre a Roma, tra Forze dell’Ordine e frange violente di manifestanti, più che altro infiltrazioni di centri sociali & Black bloc, sono stati teatro di aspri dibattiti politici, dentro e fuori dal Parlamento, con posizioni ed opinioni ben precise e delineate: la Destra che va contro i manifestanti, la Sinistra che li difende…sembra un po’ semplicistico detto così, ma credo si possa riassumere in questo modo il turbinio di slogan e attacchi mediatici che ha infiammato televisioni e Rete. Non ho intenzione però di procedere a un’analisi di tutto il fenomeno-manifestazioni, né di giudicare tutto quanto è stato detto da esponenti della nostra classe politica nelle ultime settimane. Volevo piuttosto soffermarmi su una proposta avanzata il 17 dicembre dal sottosegretario al Ministero degli Interni Alfredo Mantovano: il Daspo (divieto di accedere a manifestazioni sportive) esteso dai tifosi violenti ai manifestanti violenti. Il meccanismo è semplice: se bruci un’auto, spacchi la vetrina di un negozio, o procuri danni fisici ad altre persone, vieni identificato, schedato, e le manifestazioni te le scordi per un bel po’, pena gravi sanzioni. Un tipo di provvedimento che è sembrato tanto sensato e intelligente a me, quanto ha fatto gridare allo scandalo parte dell’opinione pubblica! Impedire di accedere ai cortei a chi si è reso protagonista di atti di violenza in manifestazioni sulla carta pacifiche, penso che dovrebbe essere quasi scontato in una società civile, eppure la proposta-Mantovano ha incontrato un mucchio di critiche; procediamo quindi con ordine. 
La critica espressa più a gran voce è quella di essere un provvedimento simil-fascista, che va a ledere il sacrosanto diritto alla manifestazione. A me sembra che si stia facendo confusione su cosa sia il diritto di manifestare le proprie idee: io sono favorevole alle manifestazioni e all’espressione pacifica ma decisa del proprio dissenso, infatti mi dissocio totalmente dall’assurda proposta di Maurizio Gasparri di arrestare preventivamente chi fa parte di gruppi “potenzialmente fucina di violenti”, che presumerebbe arbitrariamente la colpevolezza senza il reato. A parte che si può discutere su quale sia quel diritto inviolabile che mi permette di incendiare un’automobile, vorrei far notare che quello ipotizzato da Mantovano, contrariamente al vaneggiamento di Gasparri, è un provvedimento che escluderebbe dalle manifestazioni solo in seguito a un’azione che costituisce reato, quindi non vedo dove sussista il problema.
 Un’altra critica mossa alla proposta-Mantovano sostiene che applicare un decreto simile nei confronti dei tifosi violenti è un conto, ma per i manifestanti è diverso e ridicolo da pensare, in quanto lo stadio è un luogo chiuso, mentre le vie e le piazze delle città sono un luogo aperto, e non si può certo impedire a una persona di uscire di casa e farsi una passeggiata in centro solo perchè quel giorno ha luogo una manifestazione: se l’affermazione di per sé è oggettivamente vera, non si considera tuttavia che manifestazioni e cortei hanno un preciso percorso che le rendono un luogo sì aperto, ma al contempo circoscritto, per cui quando c’è una manifestazione si può benissimo tenere lontano l’individuo da quei luoghi della città.
Altra lamentela, avanzata da chi manifesta pacificamente, è che si dia sempre più peso alle azioni violente di una minoranza sparuta piuttosto che alle proteste pacifiche della maggioranza, e che di conseguenza gli atti violenti si rivelino purtroppo come una necessità per farsi notare. Ebbene, proprio per questo credo che queste siano le prime persone (dopo quelle cui è stata incendiata la macchina o rotta la vetrina del negozio, of course) a dover accogliere con favore la proposta di Mantovano. Cercherò di spiegare la mia strana affermazione. Come molti, ho notato una certa tendenza, da parte dei mezzi d’informazione e dell’opinione pubblica, a fare di tutta l’erba un fascio, ed enfatizzare e strumentalizzare le violenze per affermare che tutti i manifestanti siano dei frustrati e dei pericolosi sovversivi, che non hanno voglia di fare niente e scendono in piazza solo per “fare casino” senza veri ideali alle spalle. Io sono convinto che invece alle manifestazioni si trovino soprattutto persone animate da ideali di democrazia e protesta civile, e che siano loro i “veri” manifestanti; episodi come quelli di Roma, però, non fanno altro che alimentare un sentimento di ostilità da parte della cittadinanza verso manifestazioni e cortei, e la colpa di tutto questo secondo me va ricercata proprio nei delinquenti che vanno a manifestare per compiere atti di violenza. La proposta-Mantovano, quindi, avendo lo scopo di tenere lontani i violenti dalle manifestazioni, alla lunga comporterebbe secondo me un’opinione più positiva nei confronti dei manifestanti, una maggior visibilità di quelli pacifici, e darebbe meno pretesti a certe forze politiche di attaccare chi protesta, facendo leva sui presunti pericoli provenienti dalle manifestazioni. Per questo penso che il Daspo verso chi viene sorpreso a commettere atti violenti durante le manifestazioni comporti dei vantaggi a lungo termine per i manifestanti stessi!
Spero che i concetti espressi in questo articolo vengano presi in considerazione da quella parte politica che, per sostenere i manifestanti, finisce col dare sempre e comunque addosso alle Forze dell’Ordine, e tacciare a priori di squadrismo qualsiasi proposta repressiva nei confronti delle frange più violente. Chi protesta pacificamente non deve temere niente, e gli va tutto il mio appoggio, e penso che dovrebbe meditare sul fatto che un provvedimento di questo genere non vada ad ostacolarlo, anzi, il contrario.”