Una sottile linea separa la raffinatezza dalla volgarità
Ebbene sì, anche per la moda, sembra esistere un limite agli eccessi. Spesso, vedendo pubblicità, piuttosto che sfilate capita di pensare a quanto siano esageratamente provocanti o ostentate, eppure la moda il più delle volte è proprio questo: una delle maggiori qualità dello stilista è il saper osare, senza oltrepassare il limite dell’eleganza e del buon gusto; certo non è da tutti questa dote.
Caso esemplare, che facilmente può farci comprendere cosa significhi passare il limite, è il servizio fotografico ispirato da Tom Ford e pubblicato su Vogue Paris nel mese di dicembre, servizio che ha osato talmente tanto da costare il posto alla ormai ex-direttrice Carine Roitfeld. Gli scatti, realizzati da Sharif Hamza, hanno come soggetti delle bambine di circa sette o otto anni truccate, ingioiellate, che calzano tacchi vertiginosi e indossano abiti non propriamente da bambina; oltre a ciò, si aggiungono le pose provocanti e gli sguardi ammiccanti. Non è difficile, a questo punto, immaginare come sia stato possibile il licenziamento della Roitfeld: foto come quelle appena descritte sono al limite della pedofilia, e il fatto che siano comparse su di una rivista autorevole e rinomata non toglie la volgarità e l’esagerazione che le contraddistingue. Lettori, azionisti e investitori si sono trovati d’accordo su questo e, dopo una telefonata dell’imprenditore Bernard Arnault (presidente di Lvmh), la direttrice del mensile ha abbandonato la sua scrivania. Atto estremo? No, non credo bisogna considerarlo tale. Piuttosto è, a mio parere, una risposta più che dovuta ad un passo falso del mondo della moda che, quando la sottile linea fra raffinatezza e volgarità viene oltrepassata, non può far a meno di indignarsi. Personalmente ritengo che il servizio in questione sia venuto meno ad un minimo senso di grazia e pudore, che doveva ritrovarsi in scatti raffiguranti delle bambine.
La Roitfeld, che ha iniziato la sua carriera nella moda a soli diciotto anni, è sempre stata considerata l’antagonista della Wintour (direttrice di Vogue America) per il suo stile decisamente poco composto, talvolta anche esagerato, e quasi da rockstar. Ne è una dimostrazione la sua lunga collaborazione con Tom Ford, del quale è stata anche “musa ispiratrice”, per questo suo spirito libero e ribelle. Ironia della sorte, lo stesso stilista che l’ha introdotta nel mondo della moda, ora le costa il licenziamento, anche se, data la sua posizione, è impossibile che la Roitfeld rimarrà senza lavoro.
Ora, al suo posto, dal primo febbraio, c’è Emmanuelle Alt, da dieci anni responsabile moda di Vogue Paris, e, in un certo senso, può essere considerata una degna erede della Roitfeld per lo stile altrettanto poco abbottonato che la contraddistingue. Non ci resta che farle un in bocca al lupo per la sua carriera, sperando che non commetta un errore simile a quello del suo predecessore.





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