Dior licenzia John Galliano
Appena prima che iniziasse la settimana della moda parigina, la persona più chiacchierata è stata sicuramente John Galliano, ormai ex designer della maison francese Christian Dior.
In seguito alla denuncia, sporta da una coppia contro lo stilista per insulti antisemiti e razzisti, venne sospeso immediatamente dal suo incarico di direttore creativo. Secondo quanto riportato, avrebbe chiamato Geraldine Bloch, 35 anni, “dirty Jew face” e minacciato di uccidere il compagno Philippe Virgitti, di 41 anni.
La pratica per il licenziamento definitivo è stata avviata in seguito alla pubblicazione sul sito internet del magazine The Sun di un video, risalente a dicembre, in cui lo stilista, visibilmente ubriaco, insultava pesantemente un gruppo di ragazzi seduti al tavolo di fianco al suo con frasi come “People like you would be dead. Your mothers, your forefathers, would all be fuck*** gassed” “Do you have a probrem?” ribatte una persona seduta accanto “With you, you are ugly”, “Where are you from?” gli chiede “Your mother fuc***” è la risposta.
Il video è stato venduto al giornale solo dopo che era stata presentata denuncia.
Sulla vicenda si sono spese molte parole, tutte concordi sulla spregevolezza di quelle dello stilista.
Karl Lagerfeld si è detto “furioso” nei suoi confronti perché l’immagine della moda che ne esce è terribile e “fa pensare che gli stilisti e tutta la moda sia così”.
Alcuni pensano che sotto ci sia qualcos’altro, in effetti, come dice Franca Sozzani, è piuttosto curioso che una persona, nel mezzo di una litigata, abbia avuto la rapidità e la lucidità di prendere il cellulare, passare sulla modalità videocamera e riprendere la scena esattamente dal momento in cui la lite si accende maggiormente. Aggiunge anche che, sebbene assolutamente contraria a qualsiasi forma di razzismo, “sono altrettanto indignata che delle persone, resesi conto dello stato alterato in cui si trovava John, si siano prese vantaggio, speculando sul SUO nome e sulla sua notorietà”. E su questo punto ha ragione, infatti, Philippe Checinski dell’agenzia CitizenSide, ha dichiarato che chi ha venduto il video ricaverà circa il 60% sulle vendite di questo, anche non specificando la somma in questione può affermare “che la persona che ha inviato il video è contenta”.
Susy Menkes fa notare quanto la pressione del fast fashion abbia “messo al tappeto altri nomi famosi” e Virginie Mouzat sottolinea la tragedia personale di Galliano “Anche se intollerabili, le esplosioni filmate di quest’uomo smarrito sembrano un messaggio di disperazione, un atto miope al limite della coscienza, piuttosto che l’affermazione di convinzioni razziali o politiche”
Ritengo, comunque, che quelle parole non arrivino dal nulla e, anche se dette in uno stato visibilmente alterato, siano probabilmente cose che ha dentro, forse in minima parte, ma che pur sempre gli appartengono.
Solo dopo una lunga attesa è stato inviato alla stampa un comunicato in cui John Galliano si scusava per le parole dette e scriveva “Do la colpa soltanto a me stesso e so che dovrò lavorare duro per riconquistare la comprensione e la compassione del pubblico”, tuttavia dichiara di aver subito “violenze verbali e minacce fisiche (con una sedia) scatenate da obiezioni sul mio look e sul mio abbigliamento” “Ho combattuto tutta la vita contro i pregiudizi, l’intolleranza e la discriminazione, avendole subite a mia volta”.
Attualmente John Galliano si trova in una clinica di riabilitazione in America, in attesa del processo.
Tuttavia la sfilata in programma il 4 marzo a Parigi si è svolta più o meno regolarmente.
Si apre con Sidney Toledano, CEO di Christian Dior, che legge un lungo comunicato in cui si esaltano i valori della Maison e si ripercorre brevemente la sua storia. Il distacco dalla vicenda Galliano è netto. La Christian Dior si dissocia totalmente dalle affermazioni dette dallo stilista che ritiene “intollerabili per il nostro collettivo dovere di non dimenticare l’Olocausto e le sue vittime, e per il rispetto della dignità umana che deve essere posseduto da ogni persona per tutte le altre”.
Nessun riferimento ai quattordici anni in cui il genio creativo di Galliano ha riportato in auge il nome di Dior e le moltissime collezioni di grande successo da lui prodotte.
Il momento più atteso, quando tutte le modelle girano le spalle, scompaiono dietro le quinte, il fumo bianco si diffonde e John Galliano fa la sua comparsa non c’è stato. Al suo posto, le oltre trenta sarte che hanno lavorato con lui, in camice bianco e commoventemente commosse, sono salite sulla passerella, accompagnate da Toledano. Il pubblico in segno di rispetto, ammirazione e incoraggiamento si è alzato in piedi battendo le mani, forse anche lui commosso dalla situazione.






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