Il Formicaio
C’era una volta un bambino, aveva sette anni e si chiamava Joshua. Abitava in una casetta piuttosto piccola, ma con un piccolo giardinetto sul retro. Joshua passava lì la maggior parte del tempo, giocando con il suo formicaio. Era situato vicino alla staccionata che divideva il suo giardino da quello del vicino, era piuttosto piccolo, ma Joshua si divertiva parecchio. Aveva dato un nome a tutte le formichine che incessantemente andavano avanti e indietro, portando sulla gobba piccoli chicchi. C’era quella più veloce che si chiamava Miranda, poi quella più forte, nominata Kala, e poi c’erano anche quelle più deboluccie, Frances, Loris e Stephany. Adesso non dirò tutti i loro nomi, ma sappiate che erano parecchie, Joshua le contava ogni giorno, erano circa un centinaio, e quando qualcuna moriva, lui se lo annotava nella mente. Quando pioveva ne morivano parecchie, e Joshua si dispiaceva moltissimo, piangeva e avrebbe voluto fare un funerale per ognuna, ma erano troppe. Eppure anche se le perdite erano tante, le formichine rimanenti non smettevano mai di lavorare, andare a prendere il cibo, vivere.
Così passarono tre lunghi anni, e al suo decimo compleanno Joshua scoprì che le attività del formicaio lo annoiavano. Decise quindi di estirpare tutte le formiche. Prima cercò di annegarle con la pompa dell’acqua, ma erano troppe, più di duecentocinquanta, e allora si mise a pestarle con i piedi, ma riuscivano sempre a salvarsi in qualche fessura del terreno e delle sue suole. A quel punto, infastidito e frustrato, decise di bruciarle tutte. Così prese l’accendino di suo padre e un po’ di legna dal camino del soggiorno e appiccò un piccolo falò proprio sul formicaio. Felice, notò che tutte le formiche venivano arse vive.
Ma il fuoco si propagò sulla staccionata di legno. Joshua spaventato corse a prendere la pompa dell’acqua, ma intanto le fiamme già lambivano il capannone degli attrezzi e si avvicinavano pericolosamente alla casetta. Joshua aprì la pompa dell’acqua, ma le fiamme la sovrastarono. In pochi minuti si ritrovò completamente circondato dal fuoco, un calore insopportabile che gli premeva sul volto e la casa in fiamme. Piangeva, disperato, e quando sentì il fuoco bruciargli i pantaloni capì che sarebbe morto anche lui, con le sue formiche, con la sua casa. Così fu.
Oggi nessuno si ricorda di Miranda, di Frances, Loris e Stephany, e nessuno sa chi è Joshua. E’ stato solo un piccolo incendio, tutto è stato dimenticato.





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