Manifesto del collettivo beccariota
Uno spettro si aggira per il Beccaria: è lo spettro del collettivo, il quale, dopo mesi di inattività, ha ripreso a radunarsi e discutere di attualità. Il primo dibattito si è incentrato sul senso del collettivo, perché ne esista uno in quasi ogni istituto, quali pregiudizi o luoghi comuni possono annidarsi semplicemente in questa parola: sappiamo tutti che il collettivo è nato con lo scopo di coordinare il movimento politico negli anni ’60, nascendo da una matrice prettamente di sinistra, una sorta di “circolo” dove convergevano i militanti di una precisa fazione politica. Si è tuttavia chiarito, durante questo dibattito, quanto sia necessario anzitutto riflettere, in seguito eventualmente agire: un pensiero isolato può ampliarsi nonché migliorarsi se confrontato con altri, certo solamente all’interno di una pacifica e sensata discussione. Un’altra prospettiva stabilita e da mantenere è l’assenza di capi piuttosto che leader di ogni genere. Optare quindi per un collettivo politicizzato o meno? Un motivo per cui le persone potrebbero non partecipare forse, oltre al delicato fattore tempo, potrebbe essere legato allo stereotipo di collettivo abitato esclusivamente da marxisti leninisti, frequentato esclusivamente da persone di dogmatico orientamento nonché pensiero politico, serrate nei loro preconcetti, una sorta di minoranza omologa a se stessa. Qualora tale sia l’immaginario comune, riflettiamo su come l’uniformità di pensiero troncherebbe il principio di un collettivo quale luogo di dibattito; pertanto, di fronte al problema se debba risultare un ambiente apolitico piuttosto che politicizzato, si deve ribadire:
1. È un luogo di espressione.
2. Inevitabilmente e involontariamente possiederà un orientamento, determinato dalle persone che lo frequentano nonché dalle sue origini. È stato inoltre proposto che l’obiettivo del collettivo del Beccaria non debba forse rientrare tanto nella apoliticità quanto nel mantenersi aperto e tollerante verso qualsiasi opinione.
Un’ulteriore questione da chiarire è il rapporto tra collettivo e studenti: per quanto infatti si possa tentare di reclamizzare le riunioni e informare dove e quando si svolgano, la maggioranza dei presenti converge sempre a causa di una rete di amicizia e conoscenza. Anche per tale motivo è necessario spiegare nitidamente chi, dove, quando e a proposito di cosa si discuta. Sulla base del principio di partecipazione si dialogherà anche su alcune proposte nonché sull’utilità dell’agire, di argomenti concernenti la nostra realtà sociale, si cercherà di diffondere una minima informazione tra gli studenti e di produrre idee le quali possano rappresentare la gioventù, oltre i banali prototipi e i canoni imposti dall’alto. Noi siamo le generazioni destinate a mutare il futuro, noi dobbiamo decidere se effettivamente approviamo questi modelli sociali contemporanei.
Il collettivo, salvo incontri eccezionali, si radunerà ogni due venerdì, con un tema fisso programmato su cui si desidera discutere. Si possono ricercare ulteriori informazioni su eventuale avvisi in bacheca oppure sul gruppo di Facebook “Collettivo Beccaria”, dove verranno pubblicati i temi e le date precise. Qualora abbiate proposte, domande, curiosità, potrete rivolgervi a Stefano Santangelo, IV A. Qualunque suggerimento o proposta sono più che accetti!





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