Voi ragazzi, la linfa della scuola

Breve intervista al bidello Giorgio, che lascia il Beccaria per la meritata pensione.

Vagando per la scuola con i giornalini da distribuire nelle classi incontro Giorgio, intento assieme ad altri due colleghi ad affiggere alle pareti i piani di evaquazione. Lì l’illuminazione: ultimo anno al Beccaria, un’intervista ad una figura storica della scuola quale egli è mi è sembrato, il minimo per ringraziarlo degli anni passati al servizio della scuola e dei suoi studenti. Riscontrando la sua disponibilità lo raggiungo il giorno seguente nell’ufficio stampa, quello che ormai si può definire “il suo studio”. Sorridendo mi confessa di avere delle difficoltà a rispondere al momento, poiché le domande sono diversificate, e un salto nella memoria richiede tempo. Gli lascio le domande e le ritiro a fine giornata, accolgo il foglio con le risposte scritte numerate e il suo sguardo insicuro che mi domanda se vanno bene, una foto e un saluto, sempre gentilissimo e garbato.

 

Da quanti anni lavora in questa scuola?
Trent’anni! Ho cominciato nel Settembre dell’ 81.

Come si è trovato?
Certamente ho avuto sempre un ottimo rapporto con tutte le componenti, specialmente gli studenti.

Trova la scuola cambiata in qualcosa?
Ovviamente in parte è cambiata la struttura, e poi si sono avvicendate così tante persone… Quello che è cambiato è il modo di lavorare, adesso ci sono più responsabilità e quindi anche più stress.

Come giudica il suo rapporto con gli studenti e i professori?
Ottimo!

 

Cosa ama di più del suo lavoro?
Senz’altro il contatto con gli studenti, sono la linfa della scuola, grazie a loro mi sento vivo e mi fanno rimanere giovane.

Cosa odia di più?
Assolutamente nulla.

Cosa le mancherà?
Devo essere ripetitivo ma è il contatto con gli studenti, i genitori, i colleghi e i professori.


Ci racconti un aneddoto!
Era la mattina del rientro dalle vacanze di qualche anno fa, vado per aprire la porta della presidenza e cosa trovo? Un orso! L’orso imbalsamato che adesso è in cantina si trovava davanti alla porta del preside! Quella notte erano entrati degli studenti e si erano divertiti così.