La morte di Seneca negli “Annales” di Tacito

XV,63,1. Quando disse queste e altre parole del genere quasi in un discorso pubblico, abbraccia la moglie, e un po’ intenerito, in contrasto con la forza d’animo dimostrata in quel frangente, la prega e la implora di moderarsi nel dolore e di non abbandonarsi per sempre alla tristezza, ma di sopportare il rimpianto del marito con onesto conforti, ripensando a una vita trascorsa nella virtù. Ma ler assicura che la morte è destino anche suo e chiede con insistenza l’intervento dell’esecutore (lett.: la mano del colpitore). 2. Allora Seneca, non contrario alla scelta gloriosa di lei, e nello stesso tempo per amore, per non abbandonare agli oltraggi colei che aveva amato più d’ogni altra cosa, disse: “ti avevo mostrato i sollievi della vita, tu preferisci la dignità della morte: non ti impedirò questo atto esemplare. Sia in entrambi pari la fermezza di questa morte tanto coraggiosa, (ma vi sia) più splendore nella tua”. Dopo ciò, con un medesimo colpo si aprono con una lama le vene delle braccia. 3. Seneca, poichè il corpo anziano e indebolito dall’alimentazione scarsa offriva lente fuoriuscite al sangue, recide anche le vene delle gambe e delle ginocchia; e sfinito dai crudeli dolori, per non abbattere l’animo della moglie con la sua sofferenza e per non cadere egli stesso nell’incapacità di sopportazione vedendo i tormenti di lei, la persuade a ritirarsi in un’altra camera. E anche negli ultimi momenti di vita, venendogli in soccorso l’eloquenza, , fatti venire gli scrivani, dettò molte righe, che, essendo state pubblicate testualmente (con le sue parole), evito di riferire con parole diverse.

 

1. Ubi: introduce una temporale.- velut in commune: un discorso pubblico, come indirizzato a tutta l’umanità, dunque distinto dal discorso in privato rivolto alla moglie Paolina, che aveva sposato in seconde nozze nel 49.- paululum…mollitus: il sapiens stoico doveva mostrarsi imperturbabile anche nel momento supremo, ma Seneca si lascia, anche se un poco (paululum) vincere dalla commozione.- rogat…susciperet: qui si deve notare l’ellissi di ut dopo rogat oratque e la mancanza di consecutio; dolori è dativo secondo la costruzione di tempero.- in contemplatione: ripensando, riflettendo.-desiderium: indica la mancanza di qualche cosa che spesso non c’è più. toleraret: sempre ellissi di ut, in quanto è retto da rogat oratque.- exposcit: exposco=chiedere con insistenza.- destinatam: sott. esse.- manum: si può anche considerare metonimia nel senso di opera, lavoro, aiuto.- percussoris: alla lettera colpitore, in generale si riferisce all’esecutore di un omicidio, qui si riferisce probabilmente al medico.- 2. sibi unice dilectam: la donna da lui amata più d’ogni altra cosa.- Si noti la variatio fra participio con valore causale (adversus) e ablativo di causa (amore), che a sua volta regge la finale ne relinqueret.-. Si badi alla simmetria dell’antitesi vitae-mortis, delenimenta-decus, che culmina nel poliptoto tibi tu.- invidebo exemplo: invideo con il dativo significa invidiare, quindi impedire, negare qualcosa a qualcuno.- Sit: congiuntivo esortativo; poi ancora antitesi con variatio: constantia par – claritudinis (partitivo) plus.- ferro exsolvunt: espressione poetica: sciolgono col ferro.- 3. parco…tenuatum: Seneca era abituato,fin da giovane, a una dieta severa e sobria, “sostenendosi con un’alimentazione semplicissima e frutta appena colte e,quando aveva sete, beveva solo acqua di sorgente (Annales, XV,45).- lenta…praebebat: soggetto è corpus.-suppeditante eloquentia: ablativo assoluto, come advocatis scriptoribus.- pleraque=permulta.- in vulgus edita: cioè pubblicate.- invertere: rovesciare, invertire, significa anche riferire con parole diverse, parafrasare.- Tacito, per precisa scelta stilistica, non cita mai letteralmente testi e documenti ufficiali, ma li parafrasa. Questo ultimo scritto di Seneca non ci è pervenuto. Secondo Dione Cassio (LXII,25), Seneca apportò alcune correzioni al libro che stava finendo di scrivere, quindi si svenò.-