Uno sguardo al futuro
Eccoli. Sporgono la testa timidamente dalla porta ed entrano con altrettanta insicurezza nel passo. Sono appena arrivati dalle medie e già sono stati catapultati in un mondo completamente diverso dal loro, usciti dal nido caldo che li proteggeva, anche se solo in esplorazione. E’ ben comprensibile come si sentano in questo momento: un’esperienza così importante rimane bene impressa e di certo non sarà marginale ai fini della loro scelta. I ragazzi e le ragazze che sono entrati staranno con noi, in classe, per alcune ore; giusto un piccolo assaggio di cosa aspetta loro varcato il cancello. Del mio stage in classe, o lezione di prova, mi ricordo benissimo: disorientata e incerta, non sapevo come muovermi, cosa fare, cosa dire, come se improvvisamente tutto ciò che conoscevo si fosse dissolto in un’onda che mi travolgeva. La mia curiosità si trasformava in esitazione, in timore di essere investita dal flusso di ragazzi, gli stessi che ora vedo tutti i giorni, che uscivano dalle classi all’intervallo e sembravano così diversi. Alcuni “stagisti” prendono più confidenza, col passare del tempo incominciano a parlare e ci ascoltano attenti, alla fine della prima ora con noi riesco anche a strappare loro un sorriso: fanno strane espressioni davanti all’alfabeto greco, guardano con curiosità il libretto dei voti e seguono con concentrazione le lezioni. Riescono a rallegrare la nostra giornata. Ci osservano con meticolosità dalla testa ai piedi, anche se non siamo poi tanto diversi, età a parte. Altri, invece, rimangono immobili tutta l’ora e conservano quello stato di timidezza che avevano all’inizio a tal punto che, pur interessati, sembrano pietrificati. Fra tutti loro s’intuisce subito chi sarà più spigliato e chi meno: alcuni rimangono vestiti, cappotto e sciarpa, nonostante siano vicinissimi al calorifero, altri invece si mettono comodi sulle sedie. Insomma, stanno cominciando a capire come sarà questo passaggio e anche noi stiamo guardando il futuro.





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