22 dicembre: chiude il primo (micro) quadrimestre. Pro e contro
Come molti di noi in questi giorni colmi d’impegni scolastici avranno notato, la suddivisione dei quadrimestri che quest’anno è stata scelta può suscitare alcune perplessità, ma d’altra parte può anche comportare dei vantaggi non irrilevanti, che hanno spinto i professori a preferire questa via. La formula utilizzata quest’anno scolastico, così come altre volte in passato (l’ultima soltanto due anni fa), prevede la separazione di un breve quadrimestre, quasi un trimestre se si considera che va da metà settembre al 22 dicembre, con solo ottobre e novembre come mesi pieni, e l’apertura di un nuovo maxi-quadrimestre che va da gennaio a giugno. Possiamo dunque definirlo “pentamestre”. Riportiamo qui di seguito le diverse opinioni riscontrate nei “discorsi di corridoio” a proposito di tale suddivisione dell’anno scolastico:
Pro:
- Le vacanze natalizie vengono trascorse secondo il loro vero, originale e magnifico scopo: quello di rifiatare e riposarsi, senza l’ansia della preparazione per le ultime interrogazioni dopo il rientro.
- Durante il periodo di vacanza, concluso il quadrimestre, si ha la possibilità di portarsi in pari con argomenti che nella prima fase dell’anno scolastico si sono mostrati particolarmente ostici.
- In questo modo anche la settimana di recupero didattica si anticipa a gennaio, a ridosso della chiusura del primo mini-quadrimestre.
- Il secondo, e decisivo, “pentamestre” offre un tempo di gran lunga maggiore per il recupero di eventuali valutazioni negative, e le verifiche di ogni materia dovrebbero risultare meno incombenti e non raggruppate nelle stesse (infernali) giornate.
Contro:
- Negli ultimi giorni di Dicembre sembra esserci un’affannosa corsa al voto, con verifiche ed interrogazioni raggruppate nelle stesse giornate, il che non sempre facilita la buona preparazione globale di noi studenti.
- Essendovi anche una penuria di ore utili per inserire le tanto temute valutazioni di fine quadrimestre, ci si è ritrovati spesso a dovere affrontare interrogazioni o verifiche di recupero fuori ora (per chi è nel beneamato mondo del triennio, vi sono stati assillanti “colloqui” con i prof., addirittura anche oltre la sesta ora)
- Scarseggiando il tempo effettivo per un numero maggiore di verifiche, può essere che chi abbia avuto una “giornata no”, ottenendo un voto che non lo soddisfi in qualche prova, non abbia il tempo di recuperarlo (cosa che, al contrario, nella seconda fase dell’anno, non dovrebbe teoricamente verificarsi).
In conclusione, per quanto questi ultimi giorni prenatalizi abbiano davvero messo a dura prova la nostra capacità di reggere allo stress di giornate stracolme d’impegni, riteniamo che il collegio docenti abbia preferito chiudere il quadrimestre a dicembre in maniera tale che il secondo periodo dell’anno, quello in cui i voti si fanno realmente decisivi per il destino scolastico di ogni beccariota, possa non avere il cumulo infinito di verifiche ed interrogazioni una dietro l’altra o che, quantomeno, se così dovrà essere anche a maggio (e nella mia esperienza di due anni fa, così è stato, ndr.), ci saranno abbastanza valutazioni da non determinare il crollo finale, con la possibilità di dimostrare ciò che realmente si può ottenere, perché con un buon numero di voti alle spalle. Meglio un periodo infernale scaricato poi con le vacanze di Natale dunque, anziché due periodi da incubo con l’ansia del recupero. Almeno, così si spera. E voi cosa ne pensate? Aspettiamo i vostri commenti che verranno pubblicati sul prossimo numero.





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