Diritto di replica
Innanzitutto vorremmo precisare che il “CAB”, il temuto gruppo sovversivo che agisce per creare disordine o anarchia, non è mai esistito. Il CAB è semplicemente un’idea. La volontà è quella di fondare un nuovo collettivo in cui non ci sia solo una linea di pensiero e in cui si prenda parte o almeno si discuta delle proteste che stanno coinvolgendo tutto il mondo. Non è per niente vero che la creazione di un altro collettivo contrasti con il concetto di“collettivo”, dato che in numerosi istituti scolastici o università i collettivi sono più di uno. Il termine “autonomia” ha mille sfaccettature: in questo caso non è riferito a un’idea politica del passato o all’ indipendenza da altre linee di pensiero. Questo nome è stato volontariamente scelto per definirci indipendenti da coordinamenti di collettivi studenteschi. Inoltre è stata mossa un’accusa nei riguardi di alcuni membri del “CAB”, considerati alla stregua dei “black bloc” di Roma. Questa è un’accusa infondata e diffamatoria. Siamo assolutamente concordi nel dire che la violenza non porta da nessuna parte e noi saremo gli ultimi ad utilizzarla per scopo alcuno. Solo uno dei membri del gruppo su Facebook con il nome “CAB” era presente alla manifestazione di Roma, non risulta sia stato coinvolto in nessuno scontro. Il principio base al quale si deve ispirare un direttore editoriale è la verifica della veridicità delle informazioni che pubblica. Quindi è sua responsabilità controllare che non vengano divulgate notizie false e tendenziose. Purtroppo non la pensa così G. Minazzi, infatti, la lettera personale pubblicata è piena di falsità e affermazioni senza alcun fondamento. La democrazia si fonda sul pluralismo delle idee e attaccare qualcuno solo perché non la pensa come noi o non è del nostro colore politico, è un comportamento che ricorda il totalitarismo. Criticare la fondazione di un gruppo che ha lo stesso diritto di esistere del Collettivo vigente, utilizzando mezzi d’informazione dell’istituzione scolastica, oltre ad essere profondamente scorretto, è vergognoso.





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