Inheritance
IL LIBRO - “Inheritance” di Christopher Paolini
A più di tre anni dall’ uscita del libro precedente, ossia “Brisingr”, dal 9 novembre si trova nelle librerie “Inheritance”, il nuovo lavoro di Christopher Paolini. Quarto ed ultimo capitolo della Saga dell’Eredità, il successo di cui ha goduto nelle prime due settimane, con più di trecentomila copie vendute, è senza dubbio immeritato, tuttavia Paolini, rispetto ad “Eragon”, “Eldest” e soprattutto a “Brisingr”, si dimostra uno scrittore più maturo. La trama è ancora limitata dai difetti degli episodi precedenti, ovvero una somiglianza molto evidente con “Guerre Stellari” e con “Il Signore degli Anelli”. Nota dolente sono i clichés degli schieramenti del Male assoluto e del Bene incorruttibile, così come la psicologia di alcuni personaggi (ad esempio gli elfi) che lascia insoddisfatti. D’altra parte, appare discretamente superato il problema dell’”Evil Overlord” Galbatorix, folle pericoloso negli altri libri, ora antagonista quasi convincente. Il finale è quello che ci si aspetta, ed anche qui si nota l’influenza della saga di George Lucas, ma per fortuna un paio di sorprese rompono la monotonia. Sicuramente dal punto di vista degli avvenimenti e della gestione della suspense si esce dalla noia di “Brisingr”. L’ambientazione, come la trama, risente dell’immaturità di Paolini quando pubblicò “Eragon”. Anche in questo caso, però, appare maggiore la cura dei dettagli e della verosimiglianza. Comunque, la magia è sfruttata un po’ più di quello che sarebbe lecito, come deus ex-machina per spiegare l’impossibile. Per lo stile, siamo su un piano completamente diverso. Paolini ha di certo capito cosa significhi scrivere narrativa, e forse ha anche letto qualche manuale. I punti di vista di Eragon, Roran e Nasuada sono gestiti molto meglio, inoltre le descrizioni vengono mostrate e le scene di azione sono più coinvolgenti, anche se ancora troppo “spettacolari”. Certo siamo ancora lontani dall’eccellenza, ma sono state superate le soglie dell’accettabilità. Interessante è l’uso del punto di vista di Saphira per un capitolo, purtroppo il filtro mentale del drago è molto simile a quello del suo cavaliere.“Inheritance” tutto sommato è un libro da sufficienza piena, anche se Paolini avrebbe potuto fare molto meglio. Venti euro sono troppi, e per chi non può attendere è meglio comprare l’ebook a quattordici (pur sempre un prezzo alto, ma più accettabile).





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