Un messaggio speciale
Vor rei condividere con voi un messaggio che mi ha lasciato Salvatore Borsellino, il fratello di Paolo Borsellino, un magistrato, un eroe, ucciso dalla mafia nel 1992. L’anno scorso è venuto a scuola durante la Cogestione per parlare, e ha fatto un discorso tanto bello quanto duro sull’ Italia e la situazione attuale non troppo cambiata da quella di venti anni fa. Dopo un po’ gli ho scritto, per ringraziarlo e parlargli di varie cose tra cui delle persone che vanno all’ estero, per trovare una situazione migliore di quella del nostro paese, forse per scappare dall’ Italia. Gli ho chiesto se fosse giusto fare così, o se fosse meglio almeno provare a migliorare il paese, avendone la possibilità. Lui mi ha risposto così:
Scappare dalla realtà non serve a niente. Questo è il nostro paese e dobbiamo lottare per cercare di cambiarlo, perché si ritorni a sentire quel “fresco profumo di libertà” per cui Paolo e i suoi ragazzi hanno sacrificato la loro vita. Come dici, tu sei giovane e hai la possibilità di provare a cambiarlo, ma non ne hai solo la possibilità, ne hai, come ce l’ho io, anche il dovere, lo dobbiamo a Paolo e a quei ragazzi, giovani come te, che per quel profumo di libertà hanno sacrificato la loro vita. Questo è il nostro paese, non ci piace, ma il vero amore è amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.
Grazie a lui ho capito che l’Italia è quella che è, e bisogna accettarla così. È una piccola parte del mondo che ci lasceranno in eredità gli adulti di oggi.È un mondo tutt’altro che perfetto, di cui ci lamentiamo tutti i giorni, pieno di problemi. Dove ci sono la crisi economica, il conflitto d’interessi, lo sfruttamento, la corruzione, i problemi ambientali e chi più ne ha più ne metta, ma c’è anche chi lotta per la pace, la verità, la giustizia. “Il mondo non ci è stato lasciato in eredità dai nostri padri ma ci è stato dato in prestito dai nostri figli”… Poi ce lo riconsegneranno, migliore o peggiore di adesso non si può sapere, ma bisognerà prenderlo così come sarà. Dobbiamo imparare ad accettare e a “amare” l’Italia. È sempre il nostro paese, anche con tutti i limiti che può avere, “infondo, se non proviamo a fare qualcosa, non potremo mai sapere se migliorerà”. L’ha detto una persona che è scappata dal Sud, perché non gli piaceva. Si è poi pentito di questa scelta e mi ha lasciato un insegnamento di vita direi quasi universale.
“Bisogna affrontare i problemi, qualunque essi siano. Scappare non serve a niente”





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