Introduzione allR...

Augustum laudare a parentibus.  Mito e storia. Il commentatore di Virgilio, Servio (V secolo d.C.), con una semplificazione chiara e a tutt’oggi accettabile, dichiarava che due erano gli obiettivi  del poema epici virgiliano: “Augustum laudare a parenti bus” e “imitari Homerum”....

Le “Georgiche&...

INTRODUZIONE L’umiltà del tema trattato non deve ingannare: nonostante il titolo Georgica, “argomenti di agricoltura”, ponesse quest’opera all’interno del genere didascalico di tradizione ellenistica, le ambizioni di Virgilio erano ben superiori. Da Esiodo sino...

LE ODI DI ORAZIO

LE ODI (CARMINA). Le composizioni sono così suddivise: 38 odi nel I libro; 20 nel II; 30 nel III; 15 nel IV. Forse anche in polemica con Catullo,Orazio preferì Alceo a Saffo;in ogni caso introdusse nella poesia latina ben tredici tipi di strofe greche: prevalgono la strofe alcaica (37...

GLI EPODI

La composizione degli “Epodi” si estende fra il 42 (gli anni della battaglia di Filippi e le proscrizioni) e il 31 a.C. (battaglia di Azio). Orazio, il giovane intellettuale che a Filippi aveva combattuto per la libertà repubblicana, nel giro di un decennio,in un’Italia stroncata dalle...

Orazio, Ode II, 14

Eheu fugaces, Postume, Postume, labuntur anni, nec pietas moram rugis et instanti senectae adferet indomitaeque morti, non si trecenis quotquot eunt dies, amice, places inlacrimabilem Plutona tauris, qui ter amplum Geryonen Tityonque tristi conpescit unda, scilicet omnibus , quicumque terrae...

Orazio, Ode III, 30

Exegi monumentum aere perennius regalique situ pyramidum altius, quod non imber edax, non Aquilo impotens possit diruere aut innumerabilis annorum series et fuga temporum. Non omnis moriar multaque pars mei uitabit Libitinam. Vsque ego postera crescam laude recens, dum Capitolium scandet cum...

Orazio, Epistola I, ...

Quid tibi visa Chios, Bullati, notaque Lesbos, quid concinna Samos, quid Croesi regia Sardis, Zmyrna quid et Colophon,maiora minorane fama? cunctane prae campo et Tiberino flumine sordent? an venit in votum Attalicis ex urbibus una?                           5 an Lebedum laudas...

Orazio, Epistola I, ...

Celso gaudere et bene rem gerere Albinovano Musa rogata refer, comiti scribaeque Neronis. Si quaeret quid agam, dic multa et pulchra minantem vivere nec recte nec suaviter, haud quia grando contunderit vitis oleamque momorderit aestus, nec quia longinquis armentum aegrotet in agris, sed quia...

Catullo

Nella sezione del Liceo dedicata agli appunti abbiamo inserito una serie di traduzioni di Catullo curate dalle nostre compagne, ora ex beccariote, G. Citterio, B. J. Guetta, P. Valisi. Si tratta di materiale già presente nel sito degli studenti, ora nuovamente disponibile. Buona lettura...

Orazio, libro I R...

L’uomo integro di vita e puro da colpe non ha bisogno né dei giavellotti mauri né di un arco né di una faretra piena di frecce avvelenate. O Fusco, sia che si accinga a viaggiare attraverso le Sirti infuocate, sia per il Caucaso inospitale o per quei luoghi che lambisce il leggendario...

Orazio, libro I – Ode XIV apr10

Orazio, libro I R...

O nave, nuovi flutti ti riporteranno in mare. Che fai? Guadagna in fretta il porto. Non vedi come il fianco è spoglio di remi, l’albero della nave s’incrina in balia dei venti, cigolano le antenne, e senza trinche a stento può resistere alla furia del mare la tua chiglia? Non hai...

Orazio, libro I R...

Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati. Seu pluris hiemes seu tribuit Iuppiter ultimam, quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi spem...

Orazio, libro I R...

Vedi come si erge candido per la neve caduta in abbondanza il Sorate e ormai i boschi affaticati non sostengono più il peso e i fiumi a causa del gelo pungente si sono gelati. Sciogli il freddo ponendo largamente legna sopra il fuoco e più generosamente del solito versa il vino vecchio di...

Orazio, libro I R...

Mecenate, tu che sei nato da re (etruschi) molto antichi, o tu che sei il mio presidio e la mia dolce gioia, ci sono coloro che amano raccogliere col cocchio la polvere di Olimpia e, sfiorata la meta con le ruote infuocate, la palma della vittoria innalzare fino agli dei signori delle terre....

Orazio, libro III &#...

O fonte Bandusia, più limpida del cristallo, degna di dolce vino non senza fiori, domani tu sarai donata di un capretto a cui la fronte gonfia dalle corna pronte a spuntare destina sia amore sia battaglia. Invano: infatti il rampollo del gregge lascivo macchierà a te le gelide acque del suo...

Orazio, libro II ...

Se al largo tu non insisti a sfidare il mare e, nel timore di burrasche, per prudenza non rasenti il litorale e le sue insidie, meglio vivrai, Licinio. C’è una misura d’oro: chi la predilige evita cauto lo squallore di un tugurio in pezzi, e sobrio lo splendore di una reggia che...

Orazio, libro II ...

O tu, che tante volte con me fossi ridotto all’ora estrema quando militavamo sotto Bruto, chi ha ridonato te come quirite agli dei patri e al cielo italico, Pompeo, il primo dei miei amici con il quale spesso spezzai il giorno che indugiava con il vino e con i capelli coronati di...

Orazio, libro II ...

Settimio, che sei pronto ad andare con me fino a Cadige e al Cantabro che non ha imparato a sopportare in nostro giogo e alle Sirti barbare dove sempre l’onda maura ribolle, Tivoli costruita dal colono argivo sia la sede della mia vecchiaia, sia il termine (per me) stanco del mare, della...

Orazio, libro I R...

Ora bisogna bere, ora bisogna battere a terra con il piede libero, ora finalmente ornare i cuscini degli dei con cibi degni dei Sali, o amici; prima non era lecito tirare fuori il vino dalle cantine degli avi, mentre la Regina (= Cleopatra) preparava nella sua follia la rovina per il...

Orazio, libro I R...

Che cosa può chiedere un poeta ispirato ad Apollo a cui è stato dedicato un tempio, per che cosa prega libando dalla coppa il vino novello, non le messi ricche della Sardegna non gli armenti graditi della Calabria (odierna Puglia) infuocata, non l’oro o l’avorio Indice, non i...

Catullo – Mise...

Miser Catulle, desinas ineptire, et quod vides perisse perditum ducas. Fulsere quondam candidi tibi soles, cum ventitabas quo puella ducebat, amata nobis quantum amabitur nulla. Ibi illa multa tum iocosa fiebant, quae tu volebas nec puella nolebat. Fulsere vere candidi tibi soles. Nunc iam...

Catullo – Cui ...

Cui dono lepidum novum libellum arido modo pumice expolitum? Corneli,tibi:namque tu solebas meas esse aliquid putare nugas, iam tum,cum ausus es unus Italorum omne aevum tribus explicare chartis, doctis, Iuppiter, et laboriosis. Quare habe tibi quicquid hoc libelli, qualecumque quidem,patrona...

Catullo – Pass...

Passer, deliciae meae puellae, quicum ludere, quem in sinu tenere, cui primum digitum dare appetenti et acris solet incitare morsus, cum desiderio meo nitenti carum nescio quid libet iocari et solaciolum sui doloris, credo ut tum gravis acquiescat ardor: tecum ludere sicut ipsa possem et...

Catullo – Luge...

Lugete, o Veneres Cupidinesque, et quantum est hominum venustiorum: passer mortuus est meae puellae, passer, deliciae meae puellae, quem plus illa oculis suis amabat. nam mellitus erat suamque norat ipsam tam bene quam puella matrem, nec sese a gremio illius movebat, sed circumsiliens modo huc...