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	<title>Studenti del Liceo classico Beccaria</title>
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		<title>La storia del vinile</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 21:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Deborah Sartori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="248" height="203" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/05/download.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="download" title="download" /></p>Protagonista assoluto del panorama musicale del XX secolo, il disco in vinile fu l’eccezionale invenzione umana che permise alla musica , nella sua forma riproducibile e “portatile”, di viaggiare da un continente all’altro, da popolo a popolo, fino ai più remoti angoli del mondo, rendendosi portatrice di quegli ideali, passioni e tormenti che accomunano tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="248" height="203" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/05/download.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="download" title="download" /></p><p>Protagonista assoluto del panorama musicale del XX secolo, il disco in vinile fu l’eccezionale invenzione umana che permise alla musica , nella sua forma riproducibile e “portatile”, di viaggiare da un continente all’altro, da popolo a popolo, fino ai più remoti angoli del mondo, rendendosi portatrice di quegli ideali, passioni e tormenti che accomunano tutta l’umanità.<br />
Tutto iniziò nel lontano 1887 (in realtà già nel 1857 e nel 1877 c’erano stati vari esperimenti ma non realmente funzionanti) quando l’intraprendente americano Thomas Alva Edison progettò il suo fonografo, progenitore del nostro vinile, incidendo una stagnola con un complesso sistema di cilindri e membrane vibranti. Successivamente nel 1895, scoperto l’enorme potenziale di questa invenzione si inziò a produrre a scopo commerciale, gettando così le basi per l’esplosione della musica e del suo mercato nel ventesimo secolo. Un curioso modo di imprimere “fisicamente” i suoni si ebbe nel 1903 quando, sempre nella patria del libero commercio e del capitalismo, l’industriale del cioccolato Stollwerk inventò un player per bambini che riproducesse musica incisa su solchi di cioccolata ( ideali nel caso foste  amanti della musica e golosi  di cioccolato come la sottoscritta…)! Agli inizi del ‘900 vennero prodotti i primi dischi in vinile a 78 giri (si abbandonò dunque il carbonio come materiale per i dischi), seguiti a ruota dalla nascita degli intramontabili juke-boxe che hanno segnato tutti gli anni ’50-’60 ( vi dicono nulla Grease o Happy Days, fast food e grandi Cadillac?) e rimangono ancora oggi oggetti di enorme e rinnovato interesse anche fra noi più giovani.<br />
Nel 1948 arrivò il primo 33 giri o “long playing”, realizzato dalla Columbia Records e un anno più tardi la RCA rispose dando alla luce il primo singolo a 45 giri. Ma, fatto davvero singolare, prima della nascita di questi due, nel 1946 un giovane imprenditore di Detroit, Tom Saffady, presentò il suo “picture disc”, un disco dove al posto del comune microsolco in vinile nero, venne incorporata un’immagine, una foto o un disegno, creando così bizzarri e favolosi effetti cromatici grazie ai quali sono ancora oggi bottino ambitissimo di appassionati collezionisti. E parlando di effetti cromatici mozzafiato, come non citare le varie copertine colorate che hanno anche contribuito alla fortuna di alcuni album? Esempio calzante è quella che diventerà poi quasi un’icona della musica pop, e soprattutto espressione della fusione fra musica e arte,ovvero la copertina di Sgt. Pepper dei Beatles, vero capolavoro della pop art, una sorta di pluridecorato mosaico atemporale di personaggi  famosi che fu commissionato all’artista Peter Thomas Blake. Ed ovviamente non si può dimenticare a proposito di pop art il celeberrimo Andy Warhol che creò copertine-capolavoro come quella di Sticky Fingers dei Rolling Stones e dell’album di esordio dei Velvet Underground ( The Velvet Underground&amp;Nico) . Infine vi citerò, solo per stuzzicare la vostra curiosità,  l’opera di Robert Crumb in Cheap Thrills di Janis Joplin o la copertina di With the Beatles creata dal fotografo Robert Freeman. Potrei indicarvi ancora moltissimi vinili con musica e copertine spettacolari, ma mi auguro che grazie a questo breve articoletto siate riusciti a ritrovare un po’ di interesse per la musica che ha fatto la storia e che continuiate a mantenerne viva l’essenza.</p>
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		<title>L&#8217;Urlo celebra i Beccarioti</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 16:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="212" height="300" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/05/quarta-212x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="quarta" title="quarta" /></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="212" height="300" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/05/quarta-212x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="quarta" title="quarta" /></p><p><a class="lightbox" title="quarta" href="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/05/quarta.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4972" title="quarta" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/05/quarta.jpg" alt="" width="1241" height="1754" /></a></p>
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		<title>L&#8217;Urlo &#8211; Anno VI &#8211; Numero 5 &#8211; Maggio 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 16:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="212" height="300" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/05/cover-2-212x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Cover Maggo 2012" title="Cover Maggo 2012" /></p>Pubblichiamo di seguito il giornale di questo mese, uscito oggi a scuola. Date un&#8217;occhiata alla quarta di copertina&#8230; A breve pubblicheremo sul sito tutti gli articoli del numero. Enjoy it! L&#8217;Urlo &#8211; Maggio 2012 Alleghiamo qui di seguito anche il .pdf “standard” per chi avesse problemi di visualizzazione (iPad e simili). L&#8217;Urlo &#8211; Maggio 2012 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="212" height="300" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/05/cover-2-212x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Cover Maggo 2012" title="Cover Maggo 2012" /></p><p>Pubblichiamo di seguito il giornale di questo mese, uscito oggi a scuola. Date un&#8217;occhiata alla quarta di copertina&#8230; A breve pubblicheremo sul sito tutti gli articoli del numero. Enjoy it!</p>
<p><a title="Premi qui per visualizzare la pagina" href="http://issuu.com/urlo-becccaria/docs/l_urlo_-_maggio_2012" target="_blank">L&#8217;Urlo &#8211; Maggio 2012</a></p>
<p>Alleghiamo qui di seguito anche il .pdf “standard” per chi avesse problemi di visualizzazione (iPad e simili).</p>
<p><a href="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/05/LUrlo-Maggio-2012.pdf">L&#8217;Urlo &#8211; Maggio 2012</a></p>
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		<title>Statistiche</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 13:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Prof. Fabio Bertoglio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sito]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/05/internet_la_rete-300x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="internet_la_rete" title="internet_la_rete" /></p>In questi ultimi giorni, per sopravvenuti problemi tecnici, abbiamo dovuto disabilitare i servizi statistici del sito del liceo. Pertanto non siamo in grado di monitorare il servizio. Chi avesse qualsiasi problema può contattare la redazione o direttamente il webmaster. I servizi saranno riattivati quando termineranno gli interventi di spam sul nostro sito. Ci scusiamo del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/05/internet_la_rete-300x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="internet_la_rete" title="internet_la_rete" /></p><p>In questi ultimi giorni, per sopravvenuti problemi tecnici, abbiamo dovuto disabilitare i servizi statistici del sito del liceo. Pertanto non siamo in grado di monitorare il servizio. Chi avesse qualsiasi problema può contattare la redazione o direttamente il webmaster. I servizi saranno riattivati quando termineranno gli interventi di spam sul nostro sito. Ci scusiamo del piccolo disservizio che comunque non compromette in alcun modo il buon funzionamento del sito.</p>
<p>Cordialmente, il webmaster</p>
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		<title>Lo Zen e l&#8217;arte della manutenzione della motocicletta</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 18:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Prof. Fabio Bertoglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="191" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/Honda-CBR600RR-2012_2000x1275_Red-300x191.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Honda CBR600RR" title="Honda CBR600RR" /></p>Siccome è primavera e magari qualche studente è appassionato motociclista, vi inoltro un piccolo pezzo su un classico per motociclisti: Lo Zen e l&#8217;arte della manutenzione della motocicletta. Si tratta di un libro di Robert M. Pirsig del 1974, scritto in forma di cronaca di un viaggio in cui l&#8217;autore ed il figlio Chris attraversano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="191" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/Honda-CBR600RR-2012_2000x1275_Red-300x191.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Honda CBR600RR" title="Honda CBR600RR" /></p><p>Siccome è primavera e magari qualche studente è appassionato motociclista, vi inoltro un piccolo pezzo su un classico per motociclisti: Lo Zen e l&#8217;arte della manutenzione della motocicletta.</p>
<p>Si tratta di un libro di Robert M. Pirsig del 1974, scritto in forma di cronaca di un viaggio in cui l&#8217;autore ed il figlio Chris attraversano in motocicletta gli Stati Uniti dal Minnesota alla California. Il racconto descrittivo è intercalato da digressioni di carattere filosofico delineando un&#8217;architettura complessa che si risolve in due piani narrativi: l&#8217;uno descrittivo e l&#8217;altro di indagine filosofico-spirituale, nel quale vengono sviluppati i primi elementi di una sorta di metafisica della Qualità. D&#8217;altra parte, il protagonista, mentre riflette è impegnato anche nella ricerca del proprio io primitivo, <em>Fedro</em>, quella parte della sua personalità che lo aveva già condotto in precedenza sull&#8217;orlo della follia e che era stata sepolta dalla terapia con elettroshock, ma che durante il viaggio preme prepotentemente per riemergere durante l&#8217;opera; ed è proprio la &#8220;ricerca&#8221; a dominare l&#8217;intero racconto. Ricerca personale e ontologica che reca in sé le tracce di una tensione drammatica. È proprio questa ricerca, infatti, ad averlo gettato nel vortice della follia: &#8220;Io ho la tendenza a fissarmi su un problema filosofico e a girarci intorno in cerchi sempre più stretti che, alla fine, o fanno saltar fuori una risposta oppure diventano così involuti, così ripetitivi, da essere pericolosi per la mia salute mentale&#8221;. Insomma, un monito permanente a coloro che si perdono in complessi e involuti pensieri dimenticando le dolcezze e la semplicità del vivere.</p>
<p>PS. Giusto per la cronaca e stimolare un pochino gli appassionati rivelerò che mi appresto a seguire le orme del noto romanzo in sella al mio cavallo meccanico, di cui vi posto una fotina <img src='http://studenti.liceobeccaria.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a class="lightbox" title="Honda CBR600RR" href="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/Honda-CBR600RR-2012_2000x1275_Red.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-4920" title="Honda CBR600RR" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/Honda-CBR600RR-2012_2000x1275_Red-1024x652.jpg" alt="" width="614" height="391" /></a></p>
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		<title>I monaci</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 15:48:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Prof.ssa Bianchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Beccaria]]></category>
		<category><![CDATA[I monaci e il medioevo]]></category>
		<category><![CDATA[medioevo]]></category>
		<category><![CDATA[Monaci]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="239" height="300" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/immagine11-239x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="immagine 11" title="immagine 11" /></p>Giovanni Miccoli, I monaci, in: Jacques Le Goff (a cura di), L’uomo medievale, Laterza, Roma-Bari 1987, pp.39-80 L’autore Giovanni Miccoli, nato a Trieste nel 1933, ha insegnato presso diverse università ed è ora professore ordinario di Storia del Cristianesimo a Trieste. Studioso di Storia della Chiesa, ha pubblicato tra l’altro: &#8220;Chiesa gregoriana&#8221;, &#8220;Ricerche sulla riforma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="239" height="300" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/immagine11-239x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="immagine 11" title="immagine 11" /></p><p>Giovanni Miccoli, I monaci, in: Jacques Le Goff (a cura di), L’uomo medievale, Laterza, Roma-Bari 1987, pp.39-80</p>
<p><strong>L’autore</strong></p>
<p>Giovanni Miccoli, nato a Trieste nel 1933, ha insegnato presso diverse università ed è ora professore ordinario di Storia del Cristianesimo a Trieste. Studioso di Storia della Chiesa, ha pubblicato tra l’altro: &#8220;Chiesa gregoriana&#8221;, &#8220;Ricerche sulla riforma del secolo XI&#8221; (Firenze 1966), &#8220;La storia religiosa&#8221;, in &#8220;Storia d’Italia&#8221;, Einaudi, II (1974) e “Francesco d’Assisi e l’ordine dei Minori” (1999).<br />
Ha condotto ricerche sul cattolicesimo contemporaneo, approfondendo l’atteggiamento della Chiesa nei confronti della questione ebraica; sul tema ha pubblicato “I dilemmi e i silenzi di Pio XII” (2000).<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Il saggio</strong></p>
<p>Il monachesimo è un elemento caratterizzante la storia dell’Europa medievale che, tra il X e il XII secolo (<a title="Premi e vai alla pagina" href="http://studenti.liceobeccaria.it/ilbeccariota/scripta/approfondimenti/21-approfondimenti/372-percorso-iconografico-i-monaci.html#1"></a><a href="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/riforma.zip">immagine 1</a>), è giunto ad identificarsi con la perfetta vita cristiana. Il saggio mira proprio a individuare le origini non solo religiose, ma anche politiche, sociali ed ideologiche di questo processo di riduzione del vero cristianesimo alla scelta monastica.<br />
Introducendo la sua ricerca, l’autore sottolinea, però, una difficoltà: la provenienza monastica delle fonti concernenti il monachesimo stesso, nel periodo esaminato. Tale difficoltà – secondo Miccoli – è all’origine di un errore della storiografia moderna: considerare come un punto di partenza per le indagini, e non come punto di arrivo, il processo di identificazione tra vita monastica e vita cristiana. La ricostruzione storica di tale processo – ritiene invece l’autore – consente di spiegare l’affermazione, il ridimensionamento, il declino e il perdurare del monachesimo, fasi storiche dell’esperienza monastica trattate nelle tre parti del saggio.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>I materiali tardo-antichi e alto-medievali</strong></p>
<p>Il saggio presenta la nascita del monachesimo occidentale partendo da uno scritto di Giovanni Cassiano (V sec.): illustra l’origine delle comunità monastiche, riconducendola alla Chiesa degli Apostoli. Miccoli avanza tre osservazioni critiche nei confronti dello schema storiografico adottato da Cassiano: innanzi tutto, sottolinea una forzatura semplificante di tale ricostruzione rispetto alla realtà; in secondo luogo, rileva che lo schema storiografico proposto è funzionale a disciplinare le forme di ascetismo individualista nate in Egitto, Siria e Mesopotamia (documento A1); infine, nota che il testo di Cassiano è frutto di una contaminazione della tradizione cristiana con la filosofia stoica e neoplatonica.<br />
Anche se lo scritto di Cassiano – nota l’autore – non si discosta da altri testi dei padri greci del IV secolo, rivestì un ruolo di straordinaria importanza per l’esperienza monastica successiva. Propose, infatti, l’idea di un esclusivo possesso del cristianesimo da parte dei monaci (<span style="color: #0000ee;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/immagine2.jpg">immagine 2</a></span></span>), idea che implicava un atteggiamento critico nei confronti delle altre realtà ecclesiastiche (documento A2). Miccoli, inoltre, adduce come motivazioni dell’importanza del testo di Cassiano il fatto che esso portò al primato del monachesimo cenobitico e al fiorire di <em>regulae </em>(<a title="Premi e vai alla pagina" href="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/immagine3.jpg">immagine 3</a>) (documento B) (insieme delle norme che governavano la vita di un ordine religioso, generalmente fissate dal fondatore: la prima e più importante fu la Regola di S. Benedetto; ricorda, infine, che questo scritto contribuì alla formazione dell’idea del monastero come luogo di pace e tranquillità e condusse ad una chiusura dei monasteri nei confronti del mondo esterno: i monaci ,infatti, volevano mantenere intatto l’originario rigore dei costumi, scomparso a seguito della corruzione del modello della Chiesa di Gerusalemme.<br />
Come conferma di queste linee di sviluppo del monachesimo, Miccoli nota che la sua espansione, attestata dal moltiplicarsi dei monasteri tra il V e il VI secolo, venne facilitata dai principi di obbedienza e disciplina previsti dalle regole (documento C): infatti, la rinuncia al mondo – vissuta come lotta individuale nella scelta di vita eremitica – nel monastero si realizzava attraverso la rinuncia alla propria volontà, subordinata a quella di un superiore (documento D).<br />
Sottolinea, inoltre, che il monastero, in un contesto civile difficile e ostile, venne considerato rifugio dal mondo esterno, ad esempio perchè capace di dare ospitalità ai poveri.<br />
Un altro fattore importante per lo sviluppo dei monasteri fu l’aiuto dei <em>potentes </em>che, influenzati dal parallelo “vita monastica-santità”, sostennero e potenziarono le fondazioni monastiche di tutta Europa. (<a title="Premi e vai alla pagina" href="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/immagine4.jpg">immagine 4</a>)<br />
Tuttavia tale sostegno era anche dovuto al fatto che, fondando monasteri, i signori ottenevano dai sovrani grandi estensioni di terre da amministrare; e così facendo, da un lato, il territorio riceveva un’ organizzazione economica ed amministrativa meno precaria, dall’altro grandi e re speravano di poter conseguire vantaggi spirituali. A tale meccanismo, in epoca carolingia, si legò la fioritura di fondazioni monastiche e l’adozione della Regola di S. Benedetto come disciplina comune. La presenza di reliquie nei monasteri inoltre, incrementò le donazioni dei <em>potentes </em>che volevano assicurarsi preghiere e benevolenza divina e lo sviluppo economico favorito dai monasteri permise anche uno sviluppo della cultura (<a title="Premi e vai alla pagina" href="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/immagine5.jpg">immagine 5</a>). La solidità del monachesimo si manifestò con la crisi dell’impero carolingio, dovuta anche alle invasioni di nuove popolazioni e alle incursioni saracene: eventi che colpirono singoli monasteri, ma non interruppero la continuità della storia del monachesimo.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Gli</strong> <strong><em>Aurea Saecula</em></strong></p>
<p>Con la ripresa dei secoli X e XI i monasteri tornavano ad essere centri attivi di vita religiosa e culturale (<a title="Premi e vai alla pagina" href="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/immagine6.jpg">immagine 6</a>): quelli riformati, come Cluny, andavano ad incidere profondamente sia sulla società ecclesiastica sia su quella civile, a causa delle cariche importanti che i monaci iniziavano ad assumere nelle gerarchie ecclesiastiche. La presenza dei monaci nelle gerarchie si tradusse in una rilettura dello schema tripartito che divideva la società in tre ordini: laboratores (contadini ed artigiani), bellatores (guerrieri), e oratores (ecclesiastici); ovviamente in tale schema il primato veniva attribuito agli ultimi. A fronte della tripartizione della società anche i cristiani erano divisi in fedeli laici, chierici e monaci; sebbene nessuno di questi ordini fosse immune dal peccato (<a title="Premi e vai alla pagina" href="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/immagine7.jpg">immagine 7</a>), il terzo era da considerarsi migliore rispetto agli altri due (documento E).<br />
Nonostante la cultura dell’epoca proponesse il monastero come punto di contatto tra cielo e terra, i confini tra monastero e mondo non erano in realtà così netti. Il prestigio dei monasteri, infatti, era spesso legato a grandi personalità, come Bernardo di Clairvaux o Ugo di Cluny, impegnate in opere di orientamento e mediazione tra i poteri secolari (documento F). E non solo: i monasteri potevano avere stretti legami con i re e i grandi signori e, soprattutto, costituivano il centro fisico di una società che va aggregandosi proprio intorno al mondo monastico (immagini <a title="Premi e vai alla pagina" href="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/immagine8.jpg">8</a> e <a title="Premi e vai alla pagina" href="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/immagine9.jpg">9</a>).<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Il sistema monastico e la sua crisi</strong></p>
<p>Per affrontare il tema del declino del sistema monastico, Miccoli si sofferma ad analizzare le motivazioni della vocazione monastica: distingue i motivi prettamente religiosi, come il desiderio di un rapporto privilegiato con Dio tramite la povertà volontaria, e il desiderio di abbandonare la società profana e motivi di natura non religiosa. Tra questi ultimi indica l’amore per la cultura coltivata nei monasteri (immagini <a title="Premi e vai alla pagina" href="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/immagine10.jpg">10</a> e <a title="Premi e vai alla pagina" href="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/immagine11.jpg">11</a>), unica alternativa al mestiere delle armi per i figli della nobiltà. Questa alternativa era importante per la società medievale: i monaci innanzi tutto garantivano la riproduzione di tutti i ruoli sociali: anche la preghiera degli oratores, infatti, era considerata necessaria per la comunità umana, come le funzioni svolte dagli altri ordini; inoltre, era un’alternativa che poneva rimedio all’eccessiva crescita demografica.<br />
Queste motivazioni extra-spirituali, oltre ai sistemi di reclutamento (chiunque doveva poteva entrare in monastero), ai metodi di formazione, alla pretesa di rappresentare la via della salvezza (mentre la vita religiosa assume forme più varie e complesse) e allo sviluppo e all’arricchimento dovuto alle donazioni vanno a formare le radici delle contraddizioni e delle tensioni che caratterizzeranno la storia del monachesimo.<br />
Queste contraddizioni portano ad una crisi, generata – secondo l’autore – da due spinte, una interna ed una esterna già presenti nei secoli XI e XII: la prima nacque dall’esigenza di predicare fuori dal chiostro, cosa ritenuta incompatibile con la tradizione monastica di isolamento; la seconda è operata da parte dei laici, che necessitano di maggior spazio in seno alla società ecclesiale, cosa difficilmente realizzabile nel contesto monastico.<br />
Nonostante questa crisi, la tradizione monastica ha continuato ad influenzare la comunità cristiana nella società occidentale, lasciandole in eredità il modo di organizzare la vita religiosa secondo una regola costruita su un modello di obbedienza, stabilità, separazione dagli altri uomini (immagine 12), comunanza dei beni e disciplinato ascetismo.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Documento A1<a title="a1" name="a1"></a></strong></p>
<p>II monachesimo nacque nell&#8217;Oriente siriaco-egiziano come rifiuto del mondo da parte degli anacoreti ed eremiti. Un esempio rilevante è la testimonianza indiretta di san Gerolamo riguardo la vita di Ilarione.</p>
<p>“Ilarione nacque nel villaggio di Tabata, sito a 5 miglia a sud di Gaza, città della Palestina; e, secondo il detto, fiorì come una rosa dalle spine, visto che i suoi genitori erano idolatri. Essi lo mandarono ad Alessandria e lo misero alla scuola di un grammatico; e, per quanto lo concedeva la sua età, egli diede grandi prove di ingegno e di buoni costumi, e in breve tempo divenne caro a tutti ed esperto nell&#8217;arte dell&#8217;eloquenza. Cosa ancora più importante, nella sua fede nel Signore Gesù non si lasciava allettare dalle folli passioni del circo, dai giochi sanguinosi dell&#8217;arena, dagli spettacoli lascivi del teatro; ma la sua unica aspirazione era di ritrovarsi nella comunità della Chiesa. Un bel giorno sentendo il nome famoso di Antonio, che correva in mezzo a tutte le popolazioni d&#8217;Egitto, fu colto dall&#8217;irrefrenabile desiderio di andare a visitarlo, e prese la via del suo eremo. Appena lo vide, mutò i suoi abiti precedenti, e per quasi due mesi rimase accanto a lui osservandone le regole di vita e la severità dei costumi: quanto fosse instancabile nel pregare, umile nell&#8217;accogliere confratelli, severo nel riprenderli, solerte nell&#8217;esortarli; e come nessuna infermità interrompesse mai le sue astinenze e il rigore della sua alimentazione. [.....]<br />
S&#8217;inoltrò in quel deserto che a sette miglia da Maiuma, porto commerciale di Gaza, si estende verso sinistra in direzione dell&#8217;Egitto, lungo l&#8217;arco della spiaggia. Quei luoghi erano infestati da predoni, e parenti e amici lo misero in guardia contro i pericoli che lo minacciavano; ma egli sprezzò la morte, proprio per sfuggire alla morte.<br />
Tutti si meravigliavano della sua forza d&#8217;animo e ammiravano stupiti la sua età, tradita soltanto da taluni slanci passionali e dai bagliori che la fede accendeva nei suoi sguardi. [.....]<br />
Molte furono le sue tentazioni, e svariate le insidie dei demoni: se volessi raccontarle tutte ne avrei per più di un volume.”<br />
(Gerolamo, Vita di Paolo, Ilarion e Malco, a c. G. Lanata, Adelphi, Milano, 1975, pp. 58-63)</p>
<p><strong>Documento A2<a title="a2" name="a2"></a></strong></p>
<p>Alla scelta di vita solitaria, Giovanni Cassiano, nel V secolo, sostituisce il modello cenobitico come forma originaria del monachesimo, creando il mito della continuazione della vita apostolica. Il passo che segue –tratto dalla Regola di San Benedetto (VI secolo)- mostra come gli ordini cenobitici si considerino l&#8217;unica vera forma di cristianesimo illuminato, descrivendo i monaci girovaghi e privi di regola come dei riflessi, distorti dal desiderio umano e dalle sue debolezze, e apprezzando invece il rigore degli anacoreti, acquisito “in monastero”.</p>
<p>“I DIVERSI GENERI DEI MONACI<br />
E’ noto che vi sono quattro generi di monaci.<br />
Il primo è quello dei cenobiti,<br />
ossia di coloro che vivono in un monastero<br />
e obbediscono a una Regola e a un abate.<br />
II secondo è quello degli anacoreti, o eremiti.<br />
Questi, non per un facile fervore,<br />
com&#8217;è proprio dei principianti<br />
ma per una prolungata e matura esperienza<br />
acquisita in monastero,<br />
con il sostegno dei fratelli,<br />
sono divenuti esperti nella lotta contro il maligno,<br />
[...]<br />
Il terzo genere di monaci<br />
-detestabile sotto ogni punto di vista-<br />
è quello dei sarabitì.<br />
Non temprati da alcuna regola,<br />
ne educati dall&#8217;esperienza<br />
-come l&#8217;oro viene purificato nella fornace-<br />
essi sono diventati molli come il piombo.<br />
Per la loro condotta di vita sono ancora del mondo,<br />
mentre con la loro tonsura mentiscono palesemente a Dio.<br />
Vivono a due, a tre, o anche soli, senza pastore.<br />
[...]<br />
Considerano santo tutto ciò che corrisponde<br />
Al loro modo di pensare e ai loro desideri,<br />
[...]<br />
L&#8217;ultimo genere di monaci è quello dei girovaghi:<br />
essi passano la vita errando di regione in regione,<br />
facendosi ospitare per tre o quattro giorni<br />
nelle celle degli altri,<br />
sempre vagabondi, mai stabili,<br />
schiavi delle proprie voglie e dei vizi della gola,<br />
peggiori persino dei sarabiti.”<br />
(La Regola di San Benedetto, Piemme, Casale Monferrato 1992, Cap. 48)</p>
<p><strong>Documento B<a title="b" name="b"></a></strong></p>
<p>La forma cenobitica del monachesimo era organizzata secondo una regola che dava un ordine ben preciso alla vita del monaco e grande importanza del lavoro.<br />
Di seguito viene riportato un passo tratto dalla Regola di San Benedetto, dalla quale si comprende<br />
immediatamente come il lavoro manuale fosse ritenuto essenziale per la vita monastica.</p>
<p>“IL LAVORO MANUALE QUOTIDIANO<br />
L&#8217;ozio è nemico dell&#8217;anima.<br />
Perciò i fratelli devono dedicarsi<br />
In tempi determinati al lavoro manuale<br />
E in altre ore, pure ben fissate, alla lettura divina.<br />
[...]<br />
Se la condizione ambientale o la povertà del monastero<br />
Esigono che i fratelli provvedano da sé direttamente<br />
Al raccolto delle messi,<br />
non si rattristino per questo,<br />
poiché proprio allora sono i veri monaci,<br />
quando vivono del lavoro delle loro mani,<br />
così come fecero i nostri padri e gli apostoli.”<br />
(La Regola di San Benedetto, Piemme, Casale Monferrato 1992, Cap.48)</p>
<p><strong>Documento C<a title="c" name="c"></a></strong></p>
<p>Per evitare che all’interno dei monasteri entrassero uomini la cui fede era un semplice slancio momentaneo, vennero istituite delle &#8220;prove&#8221; d&#8217;iniziazione che regolavano l&#8217;accesso degli aspiranti; tuttavia vi erano novizi che, dopo aver superato le prove, mossi dal desiderio di uscire dal monastero e tornare alla vita profana, avevano dei ripensamenti. Questa eventualità è ben delineata nell&#8217;opera &#8220;Le istituzioni cenobitiche&#8221; di Giovanni Cassiano (V secolo) che suggerisce ai monaci come procedere.</p>
<p>“LE RICCHEZZE, RINUNCIATE DAI NUOVI ENTRATI, NON VENGONO ACCETTATE IN POSSESSO DEL MONASTERO&#8221;<br />
Essi non accettano dai nuovi aspiranti denaro che potrebbe servire a beneficio del monastero. Il motivo si spiega anzitutto con il fatto che il donatore, insuperbito per la confidenza di questa sua donazione, non si degni di mettersi al pari con i fratelli più poveri. La seconda ragione occorre cercarla nel fatto che l&#8217;interessato, proprio per quella sua elargizione, non riesca a discendere nell&#8217;umiltà voluta da Cristo e a perseverare sotto la disciplina del monastero. Una volta che egli abbia deciso di uscire, perché divenuto molto tiepido, farebbe di tutto per avere quello che egli, nei primi giorni della sua rinuncia, aveva offerto ancora pieno del suo fervore spirituale, pronto però adesso ad esigerlo non senza danno del monastero e con spirito sacrilego. Purtroppo, dopo molte esperienze del genere, essi sono stati indotti a tenere tale condotta.”<br />
(Giovanni Cassiano, Le istituzioni cenobitiche, Edizioni Scritti Monastici, Abbazia di Praglia,1989,Libro 4°)</p>
<p><strong>Documento D<a title="d" name="d"></a></strong></p>
<p>L&#8217;adozione di <em>regulae </em>rende l’Obbedienza un principio della vita monastica. Secondo tale concezione, per avvicinarsi il più possibile alla perfezione cristiana, i monaci, e in particolare i novizi, dovevano imparare a controllare la propria volontà, per riuscire in questo modo a dominare se stessi, non solo tramite privazioni fisiche ma anche tramite la mortificazione. Nel testo &#8211; tratto da &#8220;Le istituzioni cenobitiche&#8221; di Giovanni Cassiano (V secolo)- è possibile notare questo fenomeno.</p>
<p>“I GIOVANI MONACI DOVRANNO IMPARARE INNANZITUTTO A RINUNCIARE ALLA PROPRIA VOLONTÀ<br />
La preoccupazione maggiore dell&#8217;istruzione e dell&#8217;educazione affidata al nuovo maestro sarà anzitutto quello di insegnare al suo allievo a vincere la propria volontà: sarà questa la strada per la quale egli riuscirà a raggiungere in seguito i più alti gradi della perfezione. Tenendolo esercitato in questo campo con diligente attenzione, egli tenterà continuamente e intenzionalmente di fargli eseguire tutto quello che egli s&#8217;accorgerà essere contrario al suo carattere. Per esperienza ormai provata da tanti esempi è già convinzione fondata che un monaco, e specialmente più il giovane, non riusciranno nemmeno a frenare i più elementari stimoli della concupiscenza, se prima non avranno imparato a mortificare la propria volontà grazie all’obbedienza [...].”<br />
(Giovanni Cassiano, Le istituzioni cenobitiche, Edizioni Scritti Monastici, Abbazia di Praglia, 1989,Libro 4°)</p>
<p><strong>Documento E<a title="e" name="e"></a></strong></p>
<p>Dopo un periodo di decadenza della disciplina monastica, dovuto alla subordinazione ai poteri<br />
laici, lo sviluppo del monachesimo riformato nel X secolo si accompagna ad una rilettura della<br />
società secondo gli schemi monastici. Nell’ &#8220;Apologeticus&#8221;, l&#8217;abate di Saint-Benoìt-Sur-Loire, Abbone di Fleury, propone una rielaborazione dello schema tripartito.<br />
Questo passo, tratto proprio dall’ &#8220;Apologeticus&#8221;, attesta la radicata convinzione della necessità di una netta divisione in classi della società medievale, se considerata dal punto di vista monastico.</p>
<p>“Per quanto riguarda i fedeli dell&#8217;uno e dell&#8217;altro sesso, sappiamo che nella Chiesa santa e universale vi sono tre ordini ovvero tre gradi. Di questo nessuno è senza peccato, tuttavia il primo è buono, il secondo migliore, il terzo ottimo. Il primo ordine è quello dei coniugati, il secondo è quello dei continenti e delle vedove, il terzo è quello degli illibati e delle monache consacrate.<br />
Per quanto riguarda gli uomini [viri] vi sono ugualmente tre ordini e gradi, il primo dei quali è quello dei laici, il secondo è quello dei chierici, il terzo è quello dei monaci.<br />
[Abbone esamina i tre gradi della prima classificazione e poi passa alla seconda serie di gradi.]<br />
Parleremo ora dell&#8217;ordine dei laici. In questo alcuni sono agricoltori (agricolae), altri guerrieri (agonistae). Ai contadini tocca la fatica del lavoro dei campi e delle opere dell&#8217;agricoltura, dalle quali viene nutrita l&#8217;Intera comunità della Chiesa; i guerrieri, invece, non devono chiedere niente di più che il soldo militare e devono astenersi da ogni discordia entro la Santa Chiesa comune, impegnandosi a combattere con prontezza i nemici della Santa Chiesa di Dio.<br />
Veniamo ora all&#8217;ordine dei chierici, che è diviso in tre gradi: diaconi, preti e vescovi [...].<br />
Esso risulta un ordine intermedio fra quello dei laici e quello dei monaci, e di quanto superiore al primo, di tanto inferiore all&#8217;altro.”<br />
(Abbone di Fleury, Apologeticus, in Patrologia latina, volume CXXX1X, cc.463-464.)</p>
<p><strong>Documento F<a title="f" name="f"></a></strong></p>
<p>Negli &#8220;<em>aurea saecula</em>&#8220;, nel quadro dello sviluppo di una pluralità di ordini, è interessante soffermarsi sul rapporto tra Cluniacensi e Cistercensi. Il dissenso tra i due Ordini nell&#8217;applicazione della regola monastica appare superato nelle parole di Bernardo di Clairvaux, cistercense, nell&#8217; &#8220;Apologia dell&#8217;abate Guglielmo&#8221; (XII secolo).</p>
<p>“E io condannerei o disprezzerei un Ordine del quale parlo in questi termini? lo ricordo di essere stato qualche volta ospite in monasteri di quel medesimo Ordine: il Signore ricompensi i suoi servi per la bontà che mi mostravano ben oltre il necessario mentre ero infermo, e per l&#8217;onore di colui mi stimarono degno, persino oltre il merito mio.<br />
[...] O forse sono sospetto perché si vede che vivo secondo la regola di un altro Ordine? Ma a questa stregua anche voi tutti, che vivete sotto un&#8217;altra regola, sminuite la nostra. Si dovrà dunque pensare che chi vive nella continenza e chi vive nel matrimonio si condannino vicendevolmente, mentre vivono nella Chiesa ciascuno secondo le proprie leggi? Anche i monaci e i chierici si dovrebbe dire che si diminuiscono vicendevolmente perché si diversificano vicendevolmente nelle proprie osservanze. Ma allora dovremmo sospettare che nemmeno Noè e Daniele e Giobbe possano stare insieme in un medesimo regno di gloria, giacché sappiamo che vi arrivarono per via diversa.<br />
[...] infatti sta scritto: &#8220;nella casa del padre mio ci sono molte dimore&#8221;. Come dunque lassù vi sono molte dimore in un&#8217;unica casa, così quaggiù vi sono molti Ordini in un&#8217;unica Chiesa”<br />
(Bernardo di Clairvaux, Apologia dell&#8217;abate Guglielmo,m: Opera di S. Bemardo, volume I: I Trattati, Scriptorium Claravallense, Milano 1984</p>

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		<title>Piermario Morosini: un altro decesso nel mondo dello sport</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 17:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Falaguerra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="222" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/morosini-300x222.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="261978 SERIE B 2011-2012PESCARA - LIVORNO" title="261978 SERIE B 2011-2012PESCARA - LIVORNO" /></p>Non è mai facile commentare un decesso, in particolare di chi è venuto a mancare praticando lo sport che amava, realizzando un sogno a lungo inseguito. Solo un mese fa ci si trovava a commentare il caso Muamba, conclusosi per fortuna bene, ora l’impresa sarà più ardua, è strano, un pugno nello stomaco, vedere calciatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="222" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/morosini-300x222.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="261978 SERIE B 2011-2012PESCARA - LIVORNO" title="261978 SERIE B 2011-2012PESCARA - LIVORNO" /></p><p><img class="size-full wp-image-4887 alignleft" title="261978 SERIE B 2011-2012PESCARA - LIVORNO" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/morosini.jpg" alt="" width="371" height="275" /></p>
<p>Non è mai facile commentare un decesso, in particolare di chi è venuto a mancare praticando lo sport che amava, realizzando un sogno a lungo inseguito.  Solo un mese fa ci si trovava a commentare il caso Muamba, conclusosi per fortuna bene, ora l’impresa sarà più ardua, è strano, un pugno nello stomaco, vedere calciatori ed atleti morire.<br />
Questo pomeriggio si affrontavano Pescara e Livorno, due squadre con una posizione in classifica ben differente, i primi sono in lizza per la serie A, con la possibilità di giocarsi i playoff, mentre i secondi  si trovano in zona retrocessione e devono ancora lottare per salvarsi. Piermario Morosini, centrocampista ex Udinese, ora al Livorno, si trova all’interno della propria area di rigore quando al 31’ minuto di gioco, nel corso di un’azione offensiva del Pescara, cade in avanti, faccia a terra, apparentemente in preda a convulsioni.<br />
Un improvviso silenzio cala sullo stadio, l’intervento dello staff medico è immediato, ma la situazione da subito appare più preoccupante di quanto si pensasse.<br />
Si tenta un massaggio cardiaco, che però non dà i risultati sperati, così come i vari tentativi effettuati in ospedale.<br />
Morosini è stato stroncato da un arresto cardiaco e forse da una crisi neurologica.  Restano da verificare le modalità di soccorso per il giovane centrocampista,  l’ambulanza è arrivata cinque minuti in ritardo , a quanto pare poiché bloccata nel passaggio da un’auto parcheggiata all’ingresso, appartiene alla polizia locale, sempre nel posto giusto e al momento giusto.  La macchina è stata quindi spostata a mano da carabinieri e vigili del fuoco, ma il ritardo accumulato potrebbe avere avuto un’influenza sull’accaduto. Giunto in ospedale i medici gli applicano un pacemaker provvisorio, ma non  basta. Il mondo del calcio deve salutare un altro protagonista.<br />
Alla notizia della scomparsa di Morosini si diffonde da subito un grande dolore e le partite vengono rinviate. In questa drammatica atmosfera c’è anche chi avuto il buonsenso di polemizzare su tale decisione,  Boban, ex calciatore di fama, da tempo telecronista di sky , sostiene che fosse giusto rinviare solo Udinese-Inter.<br />
Il caso Morosini accende di nuovo le preoccupazioni dei molti che spesso hanno denunciato una mancanza di rapidità ed efficacia nell’intervento sanitario sui campi da gioco non solo di calcio, ma anche di pallavolo:è il caso di Vigor Bovolenta,37 anni e dei trascorsi nella nazionale di volley italiana, accasciatosi  anch’egli sul terreno di gioco.</p>
<p>Vi proponiamo il link per visualizzare il <a title="Premi qui per visualizzare la pagina" href="http://video.corriere.it/arresto-cardiaco-campo-morosini/5ae54470-863d-11e1-a210-601cc21801c2" target="_blank">video</a> del Corriere della Sera di questo triste episodio. Le immagini sono sconsigliate ad un pubblico sensibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Handbraekes</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 21:47:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Moia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="263" height="192" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/images1.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="images" title="images" /></p>LA MUSICA- Handbraekes Dall’ incrocio di due menti geniali come Boys Noize, uno dei più innovativi e migliori produttori di elettronica attuali, inventoredel blend di techno,  electro e nu-rave che egli stesso è riuscito a far apprezzare al mondo della musica elettronica tramite le produzioni degli artisti che lavorano per la sua BNR (Boys Noize Records), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="263" height="192" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/images1.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="images" title="images" /></p><p>LA MUSICA- <em><strong>Handbraekes</strong></em></p>
<p>Dall’ incrocio di due menti geniali come Boys Noize, uno dei più innovativi e migliori produttori di elettronica attuali, inventoredel blend di techno,  electro e nu-rave che egli stesso è riuscito a far apprezzare al mondo della musica elettronica tramite le produzioni degli artisti che lavorano per la sua BNR (Boys Noize Records), e Mr. Oizo, il compositore francese dallo stranissimo suono un po’ retrò, non poteva che nascere un ottimo progetto: Hand brakes.<br />
Handbrakes, il loro primo four-tracks EP, è appena uscito, sempre con BNR; un disco non male ma che presenta maggiormente le caratteristiche del sound di Oizo più che di Boys Noize, un disco che, già a partire dal titolo (Hand brakes #1), già presuppone un seguito. In qualsiasi caso il prestigio dei nomi ha subito fatto in modo che l’EP sia stato notato piuttosto in fretta, tant’è che Annie Mac ha suonato durante il suo radio show su BBC Radio 1 la loro Callgurls.<br />
Consiglio anche agli appassionati del genere:<br />
Lambs Angers – Mr. Oizo;<br />
Bielle – Les Petits Pilous;<br />
Power – Boys Noize;<br />
909 State of Mind – Shame Boy.</p>
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		<title>RAZZIE 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 17:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica dalle Carbonare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="275" height="184" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/download-2.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="download (2)" title="download (2)" /></p>I Razzie Award (o Golden Raspberry Award, alla lettera “Premi Lamponi Dorati” ) sono dei “preimi al contrario” che vengono annualmente assegnati ai film, alle sceneggiature, agli attori e alle canzoni peggiori della stagione precendete. Nati da un’idea del giornalista John J. B. Wilson, solitamente hanno luogo a Los Angeles la sera prima dei prestigiosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="275" height="184" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/download-2.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="download (2)" title="download (2)" /></p><p>I Razzie Award (o Golden Raspberry Award, alla lettera “Premi Lamponi Dorati” ) sono dei “preimi al contrario” che vengono annualmente assegnati ai film, alle sceneggiature, agli attori e alle canzoni peggiori della stagione precendete. Nati da un’idea del giornalista John J. B. Wilson, solitamente hanno luogo a Los Angeles la sera prima dei prestigiosi Academy Awards. Alter ego della celeberrima statuetta in oro, è un lampone appoggiato su un nastro super8 e dipinto in oro, dal valore molto basso di circa cinque dollari. Gli annali annoverano come film più premiato “Il Nome del Mio Assassino”, che nell’edizione del 2007 vinse ben sette Razzie. Per quanto riguarda invece l’attore che ha collezionato più candidature (trenta) e lamponi (dieci), parliamo di Silvester Stallone, che vanta anche il premio di “Peggior Attore del XX Secolo”. Madonna ne è degna compagna, anch’essa peggior attrice del XX secolo e con alle spalle ben otto “vittorie”. Spostati al primo di Aprile, quest’anno, i Razzie Award vedono undici nomination per l’attore americano Adam Sandler, spartite tra “Jack and Jill”, “Bucky Larson” e “Mia moglie per finta”. Ben dodici sono le candidature per “Jack and Jill”, affiancato da “The Twilight Saga: Breaking Down- parte 1” con otto candidature, “Capodanno a New York” con cinque e “Transformers 3” con otto. Tra gli altri film candidati troviamo “Una notte da leoni 2”, “Artur” e “Big Mama: tale padre tale figlio”</p>
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		<title>OSCAR 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 17:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica dalle Carbonare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="262" height="193" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/images-22.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="images (2)" title="images (2)" /></p>L’84° cerimonia degli Oscar si è tenuta il 26 Febbraio al Kodak Theatre di Los Angeles, e ha premiato i migliori film usciti nel 2011. A condurre la serata è stato Billy Crystal, anche se, inizialmente, l’evento sarebbe dovuto essere condotto dall’attore Eddie Murphy, il quale ha però rinunciato al ruolo propostogli dopo che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="262" height="193" src="http://studenti.liceobeccaria.it/wp-content/uploads/2012/04/images-22.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="images (2)" title="images (2)" /></p><p>L’84° cerimonia degli Oscar si è tenuta il 26 Febbraio al Kodak Theatre di Los Angeles, e ha premiato i migliori film usciti nel 2011. A condurre la serata è stato Billy Crystal, anche se, inizialmente, l’evento sarebbe dovuto essere condotto dall’attore Eddie Murphy, il quale ha però rinunciato al ruolo propostogli dopo che il produttore esecutivo Brett Ratner è stato portato a dare le dimissioni per aver ricevuto delle critiche riguardo ad alcune sue frasi contro gli omosessuali. La serata è stata dominata da “The Artist”, film in bianco e nero che si è portato a casa ben cinque statuette, vincitore inoltre di 3 Golden Globe, 7 BAFTA e 6 Cèsar, e da “Hugo Cabret&#8221;, anche questo con cinque statuette; i premi alla carriera sono andati a James Earl Jones e a Dick Smith; mentre il premio umanitario Jean Hersholt è andato alla puri-premiata Oprah Winfrey. Un film premiato molto importante è stato “The Help” che racconta la storia di Albileen Clark e Minny Jackson, domestiche afro- americane, ed Eugenia Phelon, giovane ragazza bianca, le cui vite si incroceranno portando le tre donne a lavorare ad un progetto che scuoterà la società di Jackson, divisa ancora tra bianchi e neri a causa di tensioni razziali. Degni di nota anche “The Iron Lady” vincitore di due statuette, una delle quali come miglior attrice per Meryl Streep, al terzo oscar e alla diciassettesima candidatura, “Rango” e “Paradiso Amaro”. Portabandiera per l’Italia sono stati Dante Ferretti e Francesco Lo Schiavo che hanno fatto guadagnare l’Oscar come migliore scenografia a “Hugo  Cabret”.</p>
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